Molfetta, la rabbia del sindaco dopo l'aggressione al clochard e il video choc

Molfetta, la rabbia del sindaco dopo l'aggressione al clochard e il video choc
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Lunedì 29 Agosto 2022, 05:00 - Ultimo aggiornamento: 07:51

I frame del video dell’aggressione di piazza Moro, a Molfetta, hanno fatto il giro del Paese. Sui social, in particolare, le accuse, e le strumentalizzazioni, sono rimbalzate da una parte all’altra. La responsabilità, a Molfetta come a Bitonto - dove due baby gang, prima di Ferragosto, si sono rese protagoniste di altrettante aggressioni -, non è soltanto di un primo cittadino, di un’amministrazione comunale.

Il sindaco

È un fenomeno molto più complesso e che richiede risposte altrettanto complesse, «ma che ci ha turbato moltissimo. Vedere quattro giovanissimi - ha detto il sindaco Tommaso Minervini - che si avventano su un uomo senza alcuna motivazione, atteso che non c’è motivazione che giustifichi la violenza, impone una profonda riflessione che non può essere liquidata con un semplice commento».

L'assalto

L’assalto, filmato con uno smartphone, è avvenuto nella serata di giovedì scorso, in piazza Moro. Nel video si vedono chiaramente quattro giovanissimi che, mentre l’uomo - un molfettese che vive di espedienti e dorme dove capita - se ne sta immobile sul marciapiede della stazione ferroviaria, si avvicinano, cogliendolo di sorpresa. Uno di loro, senza andare troppo per il sottile e senza nemmeno fornire una motivazione, lo aggredisce vigliaccamente alle spalle e lo colpisce con un paio di calci, prima di darsela a gambe levate insieme ai suoi tre complici. Lo smartphone riprende l’uomo che se ne sta fermo, senza accennare reagire, forse impaurito che l’azione, già di per sé deprecabile, possa diventare qualcosa di ancor più terribile. I quattro giovanissimi, intanto, così come sono comparsi dal nulla, si sono allo stesso modo dileguati. Forse fuggendo a piedi verso via Baccarini oppure via Binetti. Che cosa sia veramente accaduto nei secondi precedenti, però, resta ancora un mistero, mentre proseguono le indagini dei carabinieri. «Confido nel loro lavoro - ha aggiunto Minervini - affinchè i quattro possano essere individuati». Il sindaco di Molfetta, al secondo mandato, ha ben chiaro il modo con cui questo problema, quello delle baby gang, debba essere affrontato. Un modo complesso, che veda coinvolti tutti gli attori. Un modo che parli di repressione, ma anche e soprattutto di prevenzione.

Video

«Confido, soprattutto - ha proseguito Minervini -, nella collaborazione delle famiglie di origine di questi quattro giovani che non hanno trovato nulla di meglio di fare se non picchiare un uomo inerme e incolpevole. Di fronte ad episodi di questo tipo è una profonda inquietudine a prevalere. In questo caso, evidentemente, ha fallito la famiglia, la scuola, ma ha fallito anche la società». L’attività investigativa, intanto, è stata immediatamente avviata dagli inquirenti, anche se piuttosto complessa perché, a distanza ormai di quattro giorni dell’episodio, non è stata ancora formalizzata alcuna denuncia in caserma. «Seguiremo la vicenda con massima attenzione non solo verso i singoli, ma anche verso le famiglie. Nel contempo come già successo con gli arresti dei carabinieri nei giorni precedenti - ha concluso Minervini - confidiamo nella pronta individuazione dei colpevoli». Inoltre bisognerà anche stabilire se si sia trattato di un caso isolato o se vi siano stati in passato episodi simili, mai denunciati, tanto da far ipotizzare una storia di bullismo da parte degli stessi autori del gesto di piazza Moro. Di «emergenza sicurezza che in questa città deve essere urgentemente affrontata» ha invece parlato Adamo Logrieco, consigliere comunale di Fratelli d’Italia secondo cui «si deve partire dall’educazione dei più giovani, perché sono sempre più frequenti episodi in cui sono proprio i giovanissimi a compiere azioni criminose. Più educazione, maggiore presenza delle forze dell’ordine in città, potenziamento della videosorveglianza comunale. Queste le necessità più immediate».

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