Inchiesta su Matarrese sull'asse Bari-Lecce: focus su scatole cinesi e imprese costituite ad hoc

Inchiesta su Matarrese sull'asse Bari-Lecce: focus su scatole cinesi e imprese costituite ad hoc
di Matteo CAIONE
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Mercoledì 5 Ottobre 2022, 22:43 - Ultimo aggiornamento: 6 Ottobre, 07:57

Un sistema di scatole cinesi, ruoli doubleface, nomi che spuntano e ritornano in più società, imprese costruite ad hoc e un gioco di sponde sull’asse Bari-Lecce. Parte dal fallimento di un’impresa di Novoli, in provincia di Lecce, l’inchiesta che vede al centro le società della famiglia Matarrese e nel registro degli indagati anche l’ex presidente della Figc, Antonio Matarrese. Ad innescare le indagini l’istanza di concordato preventivo depositata il 15 dicembre 2021, presso la cancelleria del tribunale fallimentare di Bari, dalla società Inerti&Conglomerati-I.Con srl di Acquaviva delle Fonti (provincia di Bari) che nel luglio 2021 ha però traferito la sua sede a Novoli, in Salento: una società che si occupava di estrazione e frantumazione della pietra e della lavorazione di conglomerati bituminosi che era fornitrice di materiali da costruzione alle altre società del gruppo Matarrese.

La Icon, posta in liquidazione volontaria per volontà dei soci a partire dal giugno 2019, è stata dichiarata fallita nell’aprile scorso. Un anno prima è nata la società “So.Del.Va srl” esercente l’attività di estrazione di pietre, calcare, creta e ardesia che aveva acquisito le intere quote della Icon e, secondo gli inquirenti, «verosimilamente costituita ad hoc proprio per l’operazione di acquisizione».

Le operazioni sospette

Tra le operazioni sospette ci sono anche le coincidenza di nomi e di luoghi. La SoDelva ha la stessa sede legale della Icon-Srl, sempre a Villa Convento, frazione di Novoli. Valerio De Luca, il 61enne di Surbo, liquidatore della Icon a partire dal 9 giugno 2021 fino alla revoca, compariva poi come amministratore unico e legale rappresentante anche della SoDelva, nonché socio unico e proprietario del capitale sociale di 1900 euro. Una società, che secondo le risultanze delle fiamme gialle, risulta inattiva. La Icon, secondo l’inchiesta, fu «affibbiata al prezzo di un euro» alla Sodelva srl. L’altro salentino indagato è il commercialista Marco Mandurino, 54 anni, originario di Galatina, amministratore unico della Betoimpianti srl di Bari, nonché liquidatore di un’altra società barese riconducibile ai Matarrese, la Ecoambiente srl. Il terzo leccese finito nel registro degli indagati è l’imprenditore Oronzo Trio, 42 anni, balzato negli anni scorsi alle cronache per essere stato accusato di estorsione aggravata dal metodo mafioso: Trio, tuttavia, è stato poi assolto con formula piena e la sentenza che lo proscioglie è diventata definitiva. Trio e De Luca sono difesi dall’avvocato Antonio Savoia. Secondo l'accusa, attraverso alcune operazioni straordinarie fatte dal gruppo Matarrese sono stati trasferiti asset di rilevante valore economico a un prezzo notevolmente inferiore a quello di mercato.

Trasferimenti a favore di società riconducibili sempre alla famiglia e ad un imprenditore leccese, ovvero Trio, ritenuto compiacente e che opera nello stesso settore. La distrazione dei beni della Icon, nel periodo in cui De Luca era il liquidatore, sarebbe avvenuta attraverso le cessioni in favore delle società riconducibili di diritto e di fatto a Trio senza peraltro che il prezzo, ritenuto comunque incongruo dai curatori fallimentari, sia stato mai pagato. Tra agosto e settembre 2021 la cessione compiuta da De Luca che riguardava in tutto 12 terreni agricoli adibiti a cave di Acquaviva delle Fonti, di proprietà della Icon, a società leccesi riconducibili a Trio con due compravendite di 65mila e 45mila euro rimaste però solo sulla carta, ovvero senza il reale pagamento della cifra pattuita. Alcuni terreni sono andati alla società agricola “Trio-Palazzo”. L’impresa, costituta a maggio 2021, vede Trio nella vesti di socio accomodante. E non solo. La società ha sede legale a Lecce, alla stessa via e allo stesso civico in cui risiede lo stesso Trio. Altri terreni agricoli sono stati poi ceduti con lo stesso copione alla società Essevi srls, che ha come amministratore unico e legale rappresentante Trio. Ma c’è anche altro, ovvero ulteriori dismissioni della Icon prima del ricorso al concordato preventivo. Sempre tra agosto e settembre 2021, quattro autocarri e due semiromorchi sono transitati da una società all’altra. Per questi mezzi lo stesso liquidatore della Icon, ovvero De Luca, aveva provveduto a denunciare alla stazione dei carabinieri di Novoli lo smarrimento della carta di circolazione o del certificato di proprietà. Per gli inquirenti si è trattato di «azioni strumentali alla formalizzazione del passaggio di proprietà al nuovo proprietario», ovvero il gruppo Trio spa rappresentanto da Oronzo Trio.

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