Il piano: droni e fototrappole per eliminare i roghi dolosi

Giovedì 7 Ottobre 2021 di Elga MONTANI

I roghi tossici sono ormai all’ordine del giorno e le campagne di Bari, e con loro le ingenti quantità di rifiuti che troppo spesso vi vengono sversati, bruciano. Diverse le aree interessate dal fenomeno, dove rifiuti speciali e non giacciono nell’attesa che qualcuno li bruci, per far spazio ad altri rifiuti.
In un ciclo continuo in cui rischiano di rimetterci la salute i cittadini che abitano soprattutto in determinate zone della città, come il Municipio IV (Carbonara e Santa Rita) o Japigia. Solo nei mesi estivi diversi gli episodi, anche importanti, che si sono verificati, a partire dall’incendio che all’inizio di giugno ha interessato Lama Balice, al confine con la vicina Bitonto. Per ricordare solo gli incendi che hanno inciso di più sulla vita dei cittadini dei quartieri, ricordiamo lo scorso 8 giugno il rogo che a Japigia ha interessato la zona vicino alla ferrovia che lambisce il lungomare, un incendio che ha visto una immensa nube di fumo entrare nelle case dei cittadini del quartiere, costretti col caldo a tenere sempre le finestre chiuse. 
Per non parlare poi delle fiamme che un paio di settimane dopo, sempre a Japigia, avevano lasciato dietro di loro residui non meglio identificati di rifiuti di ogni tipo in una zona definita dal Comitato Cittadini di Japigia come: «Una delle solite location del quartiere, nota per la presenza di rifiuti». A luglio i cittadini del quartiere accompagnarono il presidente del Municipio I, Lorenzo Leonetti, in una “passeggiata” nelle campagne in cui fecero tappa in alcuni siti: «Da anni aggrediti da gente senza scrupoli, che versa e incendia rifiuti». Una lunga lista di incendi e roghi che quotidianamente attanagliano le campagne che circondano la città. 

Un problema anniso per l'intera fascia periurbana


Un problema su cui da anni si sta cercando di puntare l’attenzione, per il quale il Comune aveva anche approvato nel novembre 2020 delle linee di indirizzo per l’avvio di azioni finalizzate alla prevenzione e al contrasto del fenomeno dei roghi sul territorio di Carbonara, Ceglie e Loseto, nel Municipio IV, e di Japigia e Sant’Anna, nel Municipio I, che prevedevano un servizio di sorveglianza, organizzato secondo le disposizioni concordate con il comandante della Polizia Locale, con i carabinieri del comando Regione Puglia-nucleo forestale Bari e con la sala operativa unificata permanente per la Protezione Civile regionale. 
E pochi giorni fa, proprio in merito a questo problema, e a quello dei fuochi d’artificio illegali, il sindaco Antonio Decaro aveva chiesto al prefetto, Antonia Bellomo, un incontro del Comitato per l’Ordine e la Sicurezza Pubblica. «Per entrambi i fenomeni - scriveva il sindaco nella nota al prefetto - si registra, purtroppo, una preoccupante escalation che, oltre al disturbo della quiete pubblica, determina un impatto negativo sull’ambiente, per non parlare dei risvolti criminali che sottendono i due fenomeni». All’incontro in Prefettura, tenutosi nella giornata di ieri, hanno partecipato i vertici provinciali delle forze di polizia, il comandante del gruppo forestale carabinieri, il comandante provinciale dei vigili del fuoco, i comandanti della polizia locale di bari e della polizia metropolitana, oltre al prefetto Bellomo e al sindaco Decaro. In seguito alla riunione, è stata messa a punto una strategia di controllo mirata e sinergica, in zone ben individuate, nell’ambito delle specifiche competenze e ruoli, con l’ausilio di tecnologie in grado di intercettare i comportamenti scorretti e risalire ai relativi autori passibili di sanzioni fino alla denuncia penale per reati ambientali. «C’è stato un impegno da parte della Prefettura e della Questura – ha dichiarato Antonio Decaro – sulla questione dei roghi in zona Santa Rita e Japigia. Il tavolo tecnico dovrà dare attuazione ad una serie di controlli e verifiche, utilizzando anche sistemi tecnologici innovativi, quali telecamere, foto trappole e droni». «Obiettivo è attenuare un fenomeno che sta diventando una pratica diffusa in quelle zone, con problemi che non riguardano solo l’abbandono dei rifiuti, in quanto i roghi tossici creano problemi dal punto di vista ambientale alle persone che abitano negli edifici che si affacciano in quelle due aree», conclude Decaro.

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