Fiera del Levante, i costi dei locali ai raggi X: «Contratti da revocare subito»

Fiera del Levante, i costi dei locali ai raggi X: «Contratti da revocare subito»
di Andrea TAFURO
4 Minuti di Lettura
Giovedì 7 Aprile 2022, 07:30 - Ultimo aggiornamento: 10:36

«Sprechiamo oltre un milione per fitto di locali in Fiera del Levante che non ci servono. Subito la revoca o risoluzione dei contratti, atteso che la questione merita di essere trattata in connessione con le nuove spese da sostenere per il mantenimento dell'ospedale in Fiera». L'affondo sui canoni di locazione a carico della Regione Puglia arriva dal presidente della Commissione regionale bilancio e programmazione, Fabiano Amati, commentando l'esito dell'audizione con la dirigente della sezione demanio e patrimonio della Regione Puglia, Costanza Moreo. La relazione della dirigente ha permesso di fatto una ricostruzione, seppur parziale, degli immobili regionali in locazione passiva o in concessione a soggetti terzi o agenzie.

Dall'elenco, oltre ad alcuni sedi poste sotto contratto per la presenza della mediateca regionale a Bari, di un archivio a Foggia e della sede istituzionale a Tirana in Albania, ed altre per cui si è avviata la procedura di recesso (ufficio carabinieri forestali con sede a Bari e ufficio formazione professionale con sede a Ugento) funzionale alla razionalizzazione dei costi annunciata da Moreo, le maggiori criticità e perplessità sono emerse in riferimento ai contratti di fitto o comodato d'uso gratuito di alcuni padiglioni in Fiera.

I rapporti tra Regione ed Ente

Infatti i rapporti tra Regione Puglia ed Ente Fiera del Levante riguardano tre contratti e un addendum. Il primo accordo del 2013 attiene a 5 padiglioni in uso alla Regione, adibiti a centro congressi, con un spese di locazione pari a 216mila euro l'anno, che attualmente sono scese a 163mila per lo scorporo di alcuni lavori effettuati. Il secondo contratto del 2018 attiene a padiglioni destinati al polo delle arti e della cultura, con canoni di locazione da 300mila euro più all'anno, da revisionare per lavori di rifunzionalizzazione degli ambienti. Infine il terzo contratto con addendum, del 2020, riferito a due immobili in affitto e altri a titolo gratuito, ma inutilizzati, per un totale di 280mila euro di canone, che dal 1 gennaio 2023 aumenterà, secondo riscontro della dirigente di settore, a 585mila euro l'anno. In totale, dunque, la Regione spenderà dal prossimo anno oltre un milione di euro di canoni di locazione.

«Abbiamo innanzitutto apprezzato la serietà e la linearità della dirigente Moreo nel descrivere la situazione e difendere gli interessi pubblici», evidenzia il consigliere regionale. «Il report delle locazioni passive presenta piccole situazioni incongrue, come l'immobile in locazione di Ugento o il comodato gratuito in favore dei Carabinieri forestali senza la registrazione del contratto, e notevoli aspetti problematici. Su questi ultimi aggiunge Amati - spicca la rete di rapporti negoziali con l'Ente Fiera del Levate, tra canoni di locazione, lavori a scomputo, assunzione di oneri di gestione e inutilità della locazione. A ciò si aggiunga che su quegli immobili la Regione ha assunto l'onore di realizzare lavori di ripristino delle facciate e anti-sismica per 4,6 milioni di euro, generalmente di competenza del proprietario. E su tutto ciò grava la circostanza che con l'addendum la Regione Puglia si è obbligata a fornire i servizi di manutenzione verde e vigilanza dell'intero quartiere fieristico, ossia non solo relativo alle pertinenze condotte in locazione, che in virtù del mancato adempimento sono state oggetto di richiesta di rimborso venale per oltre 200mila euro».

Analisi dei costi che ha spinto il presidente della prima commissione regionale a ribadire la richiesta d'intervento per la risoluzione o la revoca dei contratti finalizzata ad un contenimento delle spese. «In definitiva, viene fuori un quadro di locazioni passive per un ammontare complessivo di 1.200.000 euro annui - sottolinea Amati - che potrebbero essere certamente rinegoziati a meno della metà, qualora si volesse rispettare il codice civile, il buon senso e le richieste di contenimento della spesa della Corte dei Conti. E in questo quadro è necessario analizzare in connessione il tema dell'ospedale in Fiera che richiede l'esborso di ulteriori somme dalle casse regionali. Se risolviamo la questione dei padiglioni inutili, nonostante non condivida la scelta di mantenere l'ospedale in sede, possiamo pagare la permanenza della struttura sanitaria senza sostenere ulteriori esborsi economici».
 

© RIPRODUZIONE RISERVATA