Famiglie in crisi, 1.300 sfratti. San Paolo, ora Arca indaga

Famiglie in crisi, 1.300 sfratti. San Paolo, ora Arca indaga
di Elga MONTANI
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Martedì 19 Luglio 2022, 09:26 - Ultimo aggiornamento: 09:27

Dopo due anni di stop, a causa dell'emergenza epidemiologica, sta emergendo in modo sempre più preoccupante il problema sfratti a Bari. Stando ai dati comunicati da Sunia Bari-Bat, nel periodo gennaio-dicembre 2021, sono stati emessi 1.349 provvedimenti di sfratto nel Comune di Bari, di cui 874 per morosità incolpevole. Il problema è legato non tanto al discorso sfratto in sé quanto al fatto che sono riprese le esecuzioni, ovvero si sta materialmente arrivando a cacciare di casa coloro ai quali è stato notificato uno sfratto esecutivo, con le conseguenze che questo può portare in una situazione difficile come quella che stiamo vivendo. «La ripresa delle esecuzioni degli sfratti per morosità incolpevole e delle licenze per finita locazione emerge il tutto il suo dramma sottolineano in una nota da Sunia Bari-Bat - Un dato allarmante che conferma quanto denunciato a seguito della mancata adozione da parte del Governo di una proroga dopo il 31 dicembre scorso».

Per i sindacati serve un protocollo

 


Sempre secondo il sindacato, si è arrivati al punto per cui è necessario un protocollo con le prefetture, la Regione Puglia, i tribunali e le parti sociali «per un approccio pragmatico sulla gestione dell'emergenza abitativa, con la graduazione programmata delle esecuzioni degli sfratti». Tra le ulteriori richieste, ci sono anche: lo stanziamento di risorse regionali in aggiunta con quale statali; l'utilizzo razionale del fondo per la morosità incolpevole; incentivi e aiuti ai locatari, e ristoro ai proprietari, garantendo il passaggio da casa a casa alle famiglie sfrattate; l'attivazione delle Agenzie Comunali per la Casa e, infine, il rinnovo dell'accordo comunale di Bari sui canoni concordati, fermo al 2004. La situazione è, comunque, all'attenzione dell'amministrazione comunale di Bari.

L'assessore Lacoppola

L'assessore al Patrimonio, Emergenza abitativa ed Edilizia Residenziale Pubblica, Vito Lacoppola, sottolinea: «Dopo il congelamento degli sfratti esecutivi, c'è stata una impennata delle esecuzioni. La richiesta di alloggi è forte, perché le famiglie versano in un grave disagio, dovuto da un lato alla perdita delle possibilità di lavoro a causa del Covid, e dall'altro dall'aumento dei costi in generale che stiamo vivendo. Abbiamo una continua richiesta da parte di queste famiglie sotto sfratto che non riescono a contrarre nuovi contratti. Come amministrazione, possiamo intervenire per risolvere i casi più gravi. Continuiamo nel frattempo anche ad assegnare gli alloggi popolari da graduatoria essendo l'unico strumento utilizzabile». In merito alla disponibilità di alloggi e alla situazione attualmente presente su Bari, Lacoppola aggiunge: «La situazione delle case popolari a Bari è legata agli alloggi che ci passa Arca Puglia. Stiamo programmando nuovi interventi, abbiamo gli ultimi due edifici da costruire del vecchio piano casa edilizia popolare del 2010, uno a Japigia e uno a Santa Rita, mentre Arca ha un edificio da costruire a Sant'Anna. Ma sono tutte disponibilità di alloggi che, visti i tempi necessari per la realizzazione, andranno a poter essere utilizzati con il prossimo bando del prossimo anno». Per quanto attiene invece alle emergenze da fronteggiare nell'immediato, ovvero tutte quelle famiglie che sfrattate a livello esecutivo non hanno la possibilità di trovare in autonomia una nuova sistemazione, Lacoppola spiega: «Su segnalazione dei servizi sociali, interveniamo con i cosiddetti tetti di emergenza, appartamenti di 40 metri quadrati, di cui occasionalmente veniamo in possesso. Spesso si appoggiano a parenti o b&b in attesa che il Comune e i servizi sociali trovino loro la sistemazione». «Il principio fondamentale conclude Lacoppola - è che gli alloggi popolari possono essere assegnati solo a mezzo bando pubblico e conseguente graduatoria pubblica. L'emergenza abitativa è uno strumento eccezionale e residuale per il quale vengono utilizzati alloggi che non è possibile utilizzare per la graduatoria in quanto sottodimensionati o non idonei».

Commissione di indagine


Intanto Arca Puglia vuole vederci chiaro dopo il crollo avvenuto venerdì scorso in via Umbria, al quartiere San Paolo. Per questo motivo è stata istituita una commissione di indagine «al fine di avere piena cognizione delle cause dell'evento e, seppur preliminarmente nei limiti delle proprie competenze, individuare ogni responsabilità».
Fin da subito diversi erano stati i dubbi su quanto accaduto, considerando che si parlava di palazzine a prima vista nuove, e ristrutturate solo sette anni fa. Il crollo, lo ricordiamo, aveva interessato una palazzina facente parte di un blocco di quattro, tutte da otto appartamenti, e aveva visto il solaio cedere e nella caduta portare via con sé anche i due balconi sottostanti con grave rischio per la pubblica incolumità. Solo per un caso fortuito non ci sono stati né feriti né morti. 

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