EY investe ancora su Bari: accademia e mille assunzioni

Mercoledì 22 Giugno 2022 di Benedetta De FALCO

“Building a better working Bari”, scritta nera su sfondo bianco, spiega la missione e motivo dell’appuntamento firmato dalla società di consulenza Ey che ieri ha presentato i suoi proposti sul territorio pugliese e delineato i progetti futuri che prevedono ancora una volta un importante sodalizio con il politecnico di Bari, alla presenza dell’amministratore delegato della società, Massimo Antonelli, Nicola Panarelli, Responsabile locale di Ey Business & Technology Solution, Eugenio di Sciascio, vicesindaco di Bari e il rettore Francesco Cupertino che spiega i nuovi progetti: «Lanciamo con Ey una academy per coniugare formazione per neo-diplomati, post-laurea per giovani talenti e per professionisti. L’academy, partenariato pubblico e privato, garantirà un percorso di apprendistato di alta formazione per inserire neo diplomati nel mondo del lavoro e creare un osservatorio che preveda le trasformazioni da qui ai prossimi 5 anni».

Un'opportunità senza precedenti


Un’opportunità senza precedenti secondo il rettore che annuncia l’apertura anche a Taranto di un corso di ingegneria informatica. Nicola Panarelli, parla degli spazi che aumenteranno per rafforzare lo scambio tra ricerca, formazione e mondo del lavoro per anticipare i nuovi trend: «L’academy sarà un percorso di apprendistato per brillanti neodiplomati e per chi è interessato al mondo digitale o per chi si è laureato in altri ambiti. Triplicare gli spazi e diversificare competenze per reggere un ecosistema tra il mondo tradizionale e quello innovativo». L’offerta occupazione nel settore Stem (scienza, tecnologia, ingegneria e matematica) è così ampia che l’accessibilità alla formazione perde filtri: soddisfare la competitività di mercato offre così occasioni occupazionali. «Questa è una bella storia che nasce oltre 3 anni fa dall’intuizione di costruire una nuova realtà innovativa, orientata sul digitale che avesse la capacità di lavorare sui talenti locali», prosegue Di Sciascio. Se l’impresa definisce il territorio, questo dovrà rispondere con alti standard di formazione e orientarsi in base alle attività produttive che si insediano: da questa idea di distretto tra formazione ed occupazione trova linfa la sinergia tra politecnico ed Ey con importanti novità per il futuro del territorio, che orienta inevitabilmente anche il suo destino: «Ci eravamo dati come obiettivo 200 dipendenti ed oggi ne contiamo 500 e siamo qui per continuare ad investire. Noi vogliamo arrivare a 1500 professionisti e vogliamo rafforzare questo ecosistema con l’innovazione come tramite di crescita, con la creazione di un ponte tra il mondo del lavoro e della formazione».

I nuovi progetti formativi

L’amministratore delegato Massimo Antonelli spiega perché è necessario indirizzare fin dalla scuola secondaria con i nuovi progetti formativi: «Dove c’è un grande disorientamento bisogna creare delle competenze che oggi il nostro sistema universitario da solo non riesce a creare. Noi vogliamo aprire le porte di Bari anche ai mercati europei poiché Ey presenta una regione Europe West con un network di 25 paesi con 31.000 persone: vogliamo dare una prospettiva internazionale al territorio». La tecnocrazia ritorna centrale in una trasformazione produttiva, in un miracolo occupazionale che trova terreno nella veloce riconversione degli strumenti produttivi che si rinnovano nelle competenze tecnologiche e digitali: il tormento e la sfida del mercato locale che deve rispondere ai flussi di mercato globale, con i nuovi colletti blu, nelle fabbriche dei servizi innovativi. Innovative, informatiche, machine learning, cybersecurity, sono gli attributi e gli ambiti dei nuovi talenti la cui età media è 27 anni nella sede di Bari. Necessità, virtù: l’ovazione della cultura tecnica dovrà trovare un equilibrio con un territorio come quello pugliese che nella sua micro imprenditorialità, nelle sue fertili start-up ha dimostrato il virtuosismo economico capace di nascere dal sistema locale per affacciarsi nei mercati internazionali. Il settore è spesso soggetto a turnover e licenziamenti dopo anche due anni. L’obiettivo dell’incontro tenuto con i lavoratori della sede barese era quello di ascoltare e coinvolgere i ragazzi per lavorare in modo migliore: un’aspettativa disattesa a detta di alcuni dipendenti presenti. «Sarebbero necessari maggiori momenti di dialogo con le cariche più alte, per raccogliere davvero le nostre osservazioni ed evidenziare anche ciò che non funziona come il work balance». Con la volontà di rimanere nell’anonimato un altro dipendente fa notare che l’assenza prolungata dei protagonisti dell’incontro si è interrotta mentre a Bari si sta insediando la nuova sede di Deloitte. Che sia un’occasione per il Sud di crescita è una constatazione condivisa tra chi lavora per Ey, ma anche questo territorio è un’occasione di sviluppo per chi insedia le sue basi che però prospettano scenari virtuosi se siglati con sinergie locali.

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