Era stata esclusa da chat e uscite: si toglie la vita a 13 anni. Dolore e rabbia ai funerali

Si indaga per istigazione al suicidio

Era stata esclusa da chat e uscite: si toglie la vita a 13 anni. Dolore e rabbia ai funerali
di Alfonso SPAGNULO
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Martedì 22 Novembre 2022, 10:52 - Ultimo aggiornamento: 23 Novembre, 10:38

"Era stata esclusa dalla chat di gruppo degli amici" e dalle uscite serali la ragazzina di 13 anni che si è tolta la vita domenica sera nel bagno della sua abitazione in zona Sant'Anna a Monopoli dove questa mattina si sono tenuti i funerali. Palloncini bianchi e dolore hanno accompagnato la piccola bara bianca per l'ultimo saluto alla ragazzina che ha scelto un estremo gesto contro l'emarginazione dei suoi coetanei.  A ritrovarla ormai senza vita è stata la madre. Le indagini dei carabinieri della stazione monopolitana, coordinati dal luogotenente Denis Michilini, si stanno concentrando soprattutto sulle chat di Whatsapp contenute nello smartphone della ragazzina, smartphone sequestrato dai militari dell'Arma su disposizione del pm Denise Curione, titolare del fascicolo.

Le indagini sullo smartphone della ragazzina

Dal telefonino sarebbero, però, già emerse informazioni utili, in particolare relative a una situazione di isolamento ed emarginazione che la 13enne avrebbe vissuto. Dinamiche adolescenziali dagli esiti tragici e imprevedibili, anche per chi - coetaneo della vittima - le avrebbe scatenate. La ragazzina ne aveva parlato anche con i genitori, che l'avevano rassicurata cercando di convincerla che in lei non ci fosse nulla di sbagliato. Non è servito. Si indaga per istigazione al suicidio

L'estremo gesto in bagno


Domenica sera i genitori della ragazzina erano usciti insieme all'altro figlio. Avevano chiesto anche a lei di andare con loro, ma la ragazzina li aveva convinti a lasciarla a casa. Al ritorno la tragica scoperta in bagno. La mamma ha tentato di rianimare la figlia in attesa che arrivassero i sanitari del 118. Tutto inutile. Era trascorso già troppo tempo. E allora ecco l'intervento dei carabinieri, l'ascolto dei genitori, la lettura delle chat sul telefonino che, a quanto pare, la ragazzina stringeva in mano al momento del ritrovamento. Nei prossimi giorni i carabinieri dovranno cominciare a sentire tutte le persone che in questi ultimi giorni hanno avuto a che fare con la 13enne. Saranno ascoltati la dirigente della scuola media frequentata dalla 13enne e le sue insegnanti, per capire se anche tra le mura dell'edificio scolastico la piccola avesse mostrato cenni di malessere. Poi, probabilmente, anche i compagni di classe e le amiche. Di certo la 13enne non soffriva di depressione. Era solo triste per il trattamento che alcuni coetanei le riservavano sui gruppi Whatsapp, da alcuni dei quali era stata esclusa. Nessun atto di bullismo violento.


Non c'è stato bisogno di alcuna autopsia, ma è bastata l'ispezione cadaverica del medico legale all'interno dell'abitazione per risalire alla causa del decesso, un gesto autolesionistico, e la salma è stata immediatamente consegnata alla famiglia. Gli investigatori dovranno capire se sia stato un episodio specifico a far maturare nella mente della tredicenne l'insano gesto o se il malessere sia cresciuto giorno dopo giorno a causa di situazioni quotidiane che la ragazza non riusciva ad affrontare. L'attenzione degli inquirenti è concentrata su diversi fronti per capire se qualcuno l'abbia tanto turbata da farle perdere la serenità, spingendola a togliersi la vita. La ragazzina non ha lasciato alcun biglietto. I carabinieri sono convinti che quelli compiuti dai coetanei siano stati gesti involontari, da ragazzini, ma che possono colpire la sensibilità quando si è così giovani.


L'unica cosa certa, oggi, è il dolore che attanaglia la famiglia della ragazza, i genitori, il fratello minore, i nonni e i suoi veri amici. Una famiglia perbene che probabilmente porterà questo fardello sulle spalle per il resto della vita. Su quanto accaduto si registra anche l'intervento del Garante regionale per i diritti del minore Ludovico Abbaticchio. «Sostengo da anni la necessità di creare luoghi di incontro istituzionali attraverso la realizzazione di una équipe sociosanitaria-educativa stabile, presente regolarmente nelle scuole, attraverso una modernizzazione del lavoro tra Enti locali, Asl, scuola e famiglia per informare, prevenire e formare gli stessi operatori e genitori che affiancano il minore nel suo quotidiano dice Abbaticchio -. Il tema della salute intesa come benessere sociale deve diventare programma fondamentale della politica a tutti i livelli».
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