Edilizia e sicurezza nei cantieri: un'App per monitorare i lavori

Edilizia e sicurezza nei cantieri: un'App per monitorare i lavori
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Lunedì 20 Giugno 2022, 08:46 - Ultimo aggiornamento: 11:50

Se un'impresa edile si aggiudica un lavoro da 3 milioni di euro e in quel cantiere risultano al lavoro 2 persone, quasi sicuramente c'è qualcosa che non quadra. Da giugno dello scorso anno è in vigore un decreto del ministero del Lavoro e delle Politiche sociali (n.143/2021) che definisce un sistema di verifica della congruità, fra valore dell'opera e percentuale di incidenza minima della manodopera impiegata nella realizzazione dei lavori. Esattamente come nell'esempio sopra riportato. Esiste una tabella degli indici cui le imprese edili, per essere giudicate congrue, si devono attenere. Per esempio per opere di Nuova edilizia civile, compresi impianti e forniture l'indice è del 14,28%. Nella ristrutturazione di edifici civili la percentuale relativa alla manodopera sale al 22% e via con altre 15 tipologie. Il decreto è frutto dell'accordo collettivo di settembre del 2020, sottoscritto dalle organizzazioni più rappresentative del settore edile.

Una possibile svolta

La verifica di congruità può rappresentare davvero una svolta nel settore e si applica a tutti i lavori edili pubblici e privati di importo pari o superiore ai 70mila euro. Serve non solo a individuare le imprese sane, ma anche quale deterrente per tutte quelle che non rispettano contratti e diritti dei lavoratori. «Il decreto ministeriale va nella direzione del contrasto dei fenomeni di dumping contrattuale e va ovviamente nella direzione della lotta al lavoro nero, al lavoro irregolare dichiara il direttore di Edilcassa Puglia, Roberto Ranieri - perché va a utilizzare dei parametri idonei ad orientare le imprese nel settore edile ma soprattutto va a tutelare le imprese virtuose e anche agli aspetti connessi alla salute e sicurezza degli operai. Le imprese di qualità, regolari, e ce ne sono tantissime in Puglia, hanno accolto con entusiasmo questo decreto che di fatto va a premiarle. Il decreto va a colpire i vari subappalti irregolari che c'erano in passato. La congruità viene chiesta esclusivamente all'impresa affidataria però se i subappaltatori non si comportano bene e non seguono le regole e le norme o non dichiarano tutti gli operai coinvolti in quell'opera, in quel cantiere, di fatto il contatore di congruità non viene alimentato e chi ne subisce le conseguenze è l'impresa affidataria. Hanno voluto così responsabilizzare, delegare all'impresa affidataria il contratto dei propri subappaltatori».

Non superare la verifica di congruità ha conseguenze deleterie per l'impresa. «Gli effetti negativi del mancato raggiungimento della congruità, determinano una irregolarità dell'impresa affidataria ai fini del Durc». Il che in soldoni significa non poter incassare a stato avanzamento lavori, a fine lavori, né prendere nuovi appalti. Per la gestione della verifica di congruità da poco è entrato in funzione un applicativo Edilconnet che ha un simulatore per cui l'impresa in base all'importo e alla tipologia dei lavori può già calcolare la percentuale di congruità. Può inoltre conoscere il costo del lavoro, la manodopera utilizzata, in pratica un monitoraggio costante del cantiere. Di tutto questo si parlerà questa mattina nell'aula A. Moro di Giurisprudenza dell'Università di Bari, con l'intervento di studiosi ed esperti. «Fra l'altro faremo il punto sui risultati raggiunti in questi primi mesi afferma il presidente di Edilcassa Luigi Cosimo Quaranta stiamo cercando di perfezionare il meccanismo. Per esempio tramite il portale fanno richiesta di congruità imprese che non applicano il contratto dell'edilizia».

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