Droga, risse e siringhe in strada: la rabbia dei residenti del quartiere Libertà esasperati per lo stato di abbandono

Droga, risse e siringhe in strada: la rabbia dei residenti del quartiere Libertà esasperati per lo stato di abbandono
di Samantha DELL’EDERA
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Martedì 5 Luglio 2022, 05:00

Droga, risse e siringhe in strada: la rabbia dei residenti del quartiere Libertà esasperati per lo stato di abbandono. «Da due anni ho commesso l’errore di venire a vivere al quartiere Libertà. Qui accade di tutto, c’è una resa totale alla malavita». A parlare è Laura Marchetti, professoressa universitaria, ex assessore provinciale ed ex sottosegretario all’ambiente durante il secondo governo Prodi. Marchetti è di formazione di sinistra, ha militato in Rifondazione. E - come evidenzia anche lei – «è una elettrice e sostenitrice del sindaco Decaro». O almeno lo era. «Non lo voterò più – afferma – perché in questo quartiere nulla è stato fatto. Io ho scelto di venire qui, potevo anche vivere da un’altra parte ma io ho scelto di vivere nel rione Libertà, perché è un quartiere che serba la memoria di Bari».

I problemi però sono tanti. Dai fuochi di artificio quasi ogni sera «per salutare il criminale di turno uscito di prigione», spiega, allo spaccio a cielo aperto con «italiani e stranieri che si stringono le mani non per amicizia ma per scambiarsi cocaina». 


Marchetti – e con lei tanti residenti che si sono riuniti anche in comitati – denuncia il “degrado totale”. Dalla sporcizia alla scarsa sicurezza. «Io sono della stessa parte politica del sindaco e questa non vuole essere una polemica politica – continua – ma non si può dedicare tanta attenzione al centro e poi lasciare questi quartieri allo sbaraglio. Quartieri che non sono neanche la periferia, sono il centro storico della città».

Dura la critica nei confronti della sporcizia. «Non si può sempre dare la colpa ai cittadini – continua – la bellezza e il decoro servono ad educare i cittadini. Se i residenti trovano rifiuti ovunque non faranno alcuno sforzo per tenere pulite le loro strade. Hanno anche tolto i cassonetti da via Bovio, da quel momento i bidoni che ci sono, sono stracolmi e la gente getta l’immondizia per strada». E poi il grande problema della sicurezza. «Ieri passeggiavo e mi hanno sputato addosso -continua – c’è una resa totale alla malavita, ci sono fuochi ogni sera. Ma nemmeno nella Palermo degli anni peggiori si utilizzava questo linguaggio sotterraneo della malavita che si impone in modo terrificante».


«Un quartiere – conclude Marchetti – dove manca un intervento culturale, mancano gli eventi per strada. Uno stato di abbandono totale in cui trionfa la malavita con il suo sudiciume, qui nessuno ha più cura». Ma l’opinione della professoressa non è l’unica. I residenti da mesi ormai denunciano le condizioni di degrado in cui versa il Libertà tra siringhe per strada, portici usati come rifugi di senzatetto, atti vandalici nei confronti delle auto in sosta, aggressioni verbali e fisiche. «Si vive con la paura di uscire di casa – hanno denunciato più volte gli abitanti – con i condomini usati come bagni pubblici. Dove sono le istituzioni? Hanno reso pedonale una piazza, il Redentore, e poi nessuno controlla ed è diventata terra di nessuno, tra gente che urla fino all’alba, che bivacca e minaccia chi si ribella». I residenti hanno persino raccolto delle firme per chiedere, ad esempio, di liberare i portici di corso Italia dai senzatetto. A causa soprattutto degli atti vandalici, delle risse e dei marciapiedi usati come bagni pubblici. E’ stata presentata anche una denuncia ai carabinieri. «Abbiamo sollevato negli ultimi mesi tanti problemi – ha affermato uno dei residenti, Luca Bratta – ma non sono arrivate risposte. Mai. Venissero qui i rappresentanti delle istituzioni, per rendersi conto di quello che è diventato il Libertà. Basta con i selfie, vogliamo fatti concreti».

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