Divise costose al posto dei grembiuli: genitori in rivolta alla scuola Bregante

Divise costose al posto dei grembiuli: genitori in rivolta alla scuola Bregante
di Alfonso SPAGNULO
3 Minuti di Lettura
Venerdì 30 Settembre 2022, 08:17 - Ultimo aggiornamento: 21:49

L'entusiasmo dei genitori circa l'abolizione del grembiule alla scuola dell'infanzia primaria Bregante di Monopoli sembra un lontano ricordo. Era giugno quando arrivò la notizia della scelta di dotare di una divisa i bambini e in tanti l'avevano accolta con estrema positività.
La decisione, come spiegò all'epoca la scuola, era stata presa dal consiglio d'istituto, su proposta dei genitori ed era stata approvata da tutti i componenti. Ora, però, dinanzi al prezzo della divisa che sostituirà il grembiule sono in tanti a storcere il naso. Proteste sono state espresse sui social e nelle chat di classe con genitori che, facendosi due conti, hanno realizzato che questa è una spesa che andrà a pesare sul bilancio familiare specialmente in un periodo di rincari generali. Una divisa, per la cronaca, costa 38 euro. Ma, spiegano i genitori, ce ne vogliono almeno due.

Le proteste

Anche perché lo stesso completo verrà usato per fare educazione fisica e quindi inevitabilmente la divisa va lavata dopo e indossata un'altra. Due completi fanno quindi 76 euro. E se i figli, tra silo e scuola elementare, sono 2 o anche tre il conto sale ancora. Chi ha due figli e conta di comprare 4 tute per consentire il ricambio, arriverà a spendere 12 euro. Facile il conto per chi di figli ne ha tre. Così, alla notizia, i genitori reagiscono. C'è chi propone una raccolta firme per opporsi, chi di temporeggiare nell'acquisto, chi di cercare qualche sponsor che si accolli le spese delle divise, chi di far intervenire il Comune, con messaggi che rimbalzano di chat in chat. In questa situazione c'è anche chi è rassegnato alla spesa e pensa che, a decisione ormai presa, non si possa tornare indietro.

Sull'argomento si è espresso anche il candidato sindaco Pietro Brescia. «Ho posto il dubbio non tanto sull'aspetto dell'obbligo di avere tutti la stessa divisa - spiega Brescia -, comprata dallo stesso negozio e quindi a prezzi imposti, ma se sia giusto che in un periodo in cui molte famiglie fanno fatica a pagare le bollette e aumenti su tutti gli alimenti di prima necessità, si aggiunga questa altra spesa onerosa. Forse sarebbe giusto che le divise siano messe a disposizione dalla scuola, dal Comune o da qualche sponsor per aiutare chi è in difficoltà e non come sempre rendere la vita difficile alle famiglie. Per me la solidarietà e il supporto per chi ha figli rimane di fondamentale importanza. Se ci sono famiglie che non hanno problemi a comprarle lo facciano, ma obbligare chi ha più figli e famiglie monoreddito, lo trovo ingiusto in un momento storico in cui si chiedono ennesimi sacrifici al popolo italiano e soprattutto a chi ha figli. Le famiglie vanno aiutate e non messe in difficoltà»
 

© RIPRODUZIONE RISERVATA