Cinque aggressioni omofobe dopo il Bari Pride, la denuncia sui social. Decaro: «Non resteranno impunite»

Cinque aggressioni omofobe dopo il Bari Pride, la denuncia sui social. Decaro: «Non resteranno impunite»
di Elga MONTANI
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Lunedì 4 Luglio 2022, 10:44 - Ultimo aggiornamento: 19:45

Aggressione a stampo omofobo poco dopo il Bari Pride al parco della ex caserma Rossani. Due ragazzi sono stati prima insultati pesantemente da un gruppo di giovani, poi uno di loro è stato colpito con un masso. I due sono finiti in ospedale. Ma non è stato l’unico episodio.

Il post di denuncia

In un post di denuncia scrivono: “Una vergogna senza precedenti, aggrediti perché diversi il giorno dopo il Bari Pride”. Stando sempre ai racconti dei ragazzi e di chi era con loro, i soccorsi sarebbero arrivati dopo quasi un’ora, nonostante il giovane ferito perdesse sangue dalla testa, dopo essere stato colpito.

Cinque in tutto gli episodi

Dal Bari Pride comunicano di aver ricevuto altre quattro denunce relative a episodi di violenza. “Nella nostra città, non c'è spazio per la violenza: come organizzazioni sociali baresi, pur riconoscendo che alcune zone ad oggi hanno bisogno di una maggiore tutela, riteniamo che la risposta a questi episodi non possa essere solo di tipo securitario, con lo schieramento di forze dell'ordine per le strade”, scrivono. E poco fa è arrivato il commento del sindaco Decaro: “Questa aggressione non può e non deve restare impunita. Dobbiamo dare subito un segnale di presenza e di vicinanza alle famiglie che non possono avere paura di vedere i propri figli frequentare un parco cittadino”.

Manifestazione e presidio

In risposta all'aggressione omofoba avvenuta nel parco Rossani a Bari, gli attivisti hanno organizzato una manifestazione con presidio a partire dalle 18.30 proprio dinanzi al parco. «Scendiamo in piazza - spiega Carolina Velati, Coordinatrice di Zona Franka - per ribadire la nostra vicinanza alle vittime e pretendere un impegno forte e chiaro dalle Istituzioni». «Numerose aggressioni omobitransfobiche in poche ore a Bari, dopo un Pride partecipassimo come quello di sabato - afferma ancora - sono la cifra che in città esiste un problema sociale e culturale da affrontare. La risposta non può essere il securitarismo che rischia, invece, di spostare il problema in altre zone urbane. Serve una risposta forte e preventiva delle Istituzioni: percorsi di consapevolezza ed educazione nelle scuole e nelle Università, iniziative culturali ed aggregative nelle piazze cittadine, formazione del personale dipendente del Comune e delle municipalizzate. Anche per questo serve subito una legge regionale contro l'omolesbobitransfobia: non possiamo più tollerare che in città ci sia chi si possa sente libero di aggredire con sassi, calci e pugni commettendo veri e propri crimini d'odio». 

Zan chiede l'intervento dello Stato

«Esterrefatto per le violente aggressioni a seguito del #BariPride. La potente e sacrosanta richiesta di visibilità della comunità lgbtqi+, soprattutto dei più giovani, genera reazioni violente a cui lo Stato ha l'obbligo di rispondere per proteggere tutte le persone. #ddlZan». Così Alessandro Zan su twitter, commentando i video delle aggressioni omofobe subite da alcuni ragazzi a seguito del Bari Pride.

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