Caro bollette, i commercianti tornano in piazza

Caro bollette, i commercianti tornano in piazza
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Sabato 1 Ottobre 2022, 11:36 - Ultimo aggiornamento: 11:50

Sono commercianti, imprenditori, partite iva, ristoratori, e chi più ne ha più ne metta. Tutti decisi a far sentire la loro voce contro un problema che li accomuna, il caro bollette, diventato ormai insostenibile. E sono scesi in piazza questa mattina a Bari.

In campo anche le associazioni

Non vogliono scendere in piazza solo per urlare, come sottolinea Patrizia Del Giudice, presidente dell'associazione Il diritto di contare, ma per «accogliere e ridistribuire le idee che partono dal basso». Diverse le associazioni che, insieme, hanno deciso di manifestare, tra le quali ricordiamo Fisi, Le Partite Iva Italia, Onda Verde Facciamo Rete, Il diritto di contare, Unione Ristoratori, Movimento Nazionale Agricoltura, l'associazione di commercianti La Formica, Fenimprese. «Il caro bollette sta piegando tutte le imprese e le partite Iva - sottolinea Angelo Petrelli, vicepresidente nazionale Le partite Iva Italia - molti chiuderanno, altri in passato non ce l'hanno fatta e sono arrivati anche a gesti estremi. Vogliamo sensibilizzare il nuovo Governo, affinché prenda sul serio questo problema. Deve essere una priorità delle priorità».

Protestano anche i ristoratori

In piazza ci saranno anche i ristoratori, la cui situazione è davvero critica. Come sottolinea Gianni Del Mastro: «Noi come ristoratori avevamo già accumulato una situazione debitoria, durante i due anni di pandemia, molto pesante. Ci stavamo appena rialzando, grazie anche alla stagione estiva che è andata molto bene, con dei flussi turistici che ci hanno sorpreso positivamente e ora è arrivata questa mazzata. Il caro bollette ci spinge di nuovo indietro, in quanto i debiti accumulati sono comunque da pagare e sommare ad essi bollette aumentate del 300%, in attività che hanno all'interno molto materiale elettrico, rende tutto difficile considerando anche che la marginalità che avevamo si era già ridotta a causa dell'aumento delle materie prime». «Noi scenderemo in piazza anche per respingere le menzogne che ci sono state raccontate finora conclude Del Mastro.

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