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Botte al fratello dell'imprenditore per costringerlo al “pizzo”: 4 arresti, accuse aggravate da metodo mafioso

Fu la fidanzata a intromettersi nel pestaggio e a difenderlo

Botte al fratello dell'imprenditore per costringerlo al “pizzo”: 4 arresti, accuse aggravate da metodo mafioso
3 Minuti di Lettura
Sabato 12 Febbraio 2022, 18:25 - Ultimo aggiornamento: 20:00

Calci e pugni al fratello dell'imprenditore per costringerlo a pagare il pizzo. L'accusa è gravissima e riguarda quattro persone che, per costringere un imprenditore di Putignano - titolare di una società di distribuzione, installazione e gestione di apparecchiature elettroniche - a pagare il pizzo al clan, avrebbero picchiato suo fratello. Minacciando anche lo «spegnimento» delle apparecchiature installate in alcuni esercizi commerciali gestiti dalla vittima e l'esclusione dal «mercato putignanese».

I reati contestati

Per i reati di tentata estorsione continuata e lesioni personali in concorso, aggravati dal metodo mafioso, la Polizia ha arrestato quattro persone: il 46enne Giuseppe Labrocca, Emanuele e Matteo Carrassi, di 47 e 20 anni (in carcere), Romano Rubino di 29 anni (agli arresti domiciliari), accusati di tentata estorsione e lesioni con l'aggravante del metodo mafioso. I fatti contestati risalgono alla scorsa estate. 

Stando alle indagini del commissariato di Putignano, coordinate dal pm della Dda di Bari Federico Perrone Capano, i due indagati più giovani, per «convincere» l'imprenditore a versare il denaro, avrebbero anche aggredito con violenza il fratello della vittima: trattenuto da uno dei due, sarebbe stato colpito dal complice con numerosi pugni al volto. Dopo averlo fatto cadere lungo la rampa di scale all'interno di un circolo ricreativo, avrebbero continuato a colpirlo con calci e pugni all'esterno del locale, causandogli lesioni e ferite con prognosi di 40 giorni.

E la fidanzata fece desistere gli aggressori

Emergono altri dettagli, in particolare su un episodio in cui l'eroina è stata una ragazza: si è scagliata contro l'aggressore del fidanzato riuscendo a farlo desistere dal pestaggio. Così una 26enne ha liberato il ragazzo, vittima di una violenta aggressione, dalle mani del suo aguzzino. È uno dei particolari dell'indagine della Dda di Bari. Il pestaggio descritto nell'ordinanza di custodia cautelare risale al 19 settembre 2021.

La vittima è il fratello di un imprenditore di Putignano, nel Barese, titolare di una attività che gestisce slot machine, dal quale i quattro avrebbero preteso denaro. Nell'aggressione sarebbe stata strattonata anche la ragazza, intervenuta in difesa del fidanzato. La richiesta estorsiva, risalente a luglio 2021, non era andata a buon fine per il rifiuto della vittima, la quale avrebbe subito denunciato la vicenda.

Come «ritorsione per la resistenza opposta alle richieste illecite del gruppo criminale», il fratello dell'imprenditore sarebbe stato poi picchiato due mesi dopo. Una «lezione», scrive il gip, «per riaffermare prepotentemente il predominio del gruppo criminale attraverso l'ostentazione della forza alla quale non era concepibile che qualcuno potesse pensare di non sottomettersi», come appunto aveva fatto l'imprenditore.

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