Bosch, il giorno della verità: al Mise la sfida sui 700 esuberi dello stabilimento di Bari

Bosch, il giorno della verità: al Mise la sfida sui 700 esuberi dello stabilimento di Bari
di Beppe STALLONE
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Giovedì 21 Luglio 2022, 10:54

Si svolgerà a Roma oggi alle 17, nella sede del ministero dello Sviluppo economico, l'incontro fra i sindacati Fim, Fiom , Uilm, UglM, l'azienda tedesca Bosch, il presidente della task force regionale per l'occupazione, rappresentanti del ministero dello Sviluppo economico e, probabilmente, del Lavoro. Sul tavolo c'è il futuro dello stabilimento della Bosch di Bari e dei suoi 1.700 dipendenti, a rischio con la messa al bando dei moroti diesel dal 2035.

Gli esuberi restano: sono 700

I 700 esuberi restano e questo l'azienda lo ha già esplicitato una settimana fa in occasione del primo incontro al Mise. A giugno il general manager Renato Lastaria aveva confermato gli esuberi e in particolare aveva detto «permane una criticità sul nostro sito più grande, quello di Modugno, dove confermiamo gli esuberi dichiarati nei mesi scorsi». Insomma questo è un punto fermo, 700 esuberi da spalmare sui prossimi 5 anni cioè nell'arco temporale del nuovo piano industriale, ma vengono scongiurati i licenziamenti. Il punto è che oggi il sindacato vuole certezze, vuole entrare nel merito.

I sindacati

«Già nell'incontro della settimana scorsa dice Riccardo Falcetta, segretario Uilm Bari - sono state avanzate delle richieste, in primis scongiurare qualsiasi forma coercitiva di licenziamento, poi vogliamo conoscere nel dettaglio le prospettive industriali. Quindi oggi sottolinea Falcetta - ci aspettiamo dall'azienda che dagli annunci si passi ai fatti. Finora sono stati fatti annunci ma oggi in sede ministeriale vogliamo che quegli annunci si concretizzino». Ma se il piano industriale scade formalmente a ottobre, ad agosto termina il periodo di utilizzo degli ammortizzatori sociali. «Quindi oltre le assicurazioni formali perché non ci sia alcuna procedura di licenziamento prosegue il segretario territoriale della Uilm - c'è il tema degli ammortizzatori sociali, con la speranza che il ministro del Lavoro si presenti, dato che è stato invitato ma sembra non interessato ai temi della Bosch che pure è una delle più grandi aziende del Sud Italia. Ci auguriamo che il ministro del Lavoro venga in riunione e ci dia spiegazioni sugli ammortizzatori sociali. Abbiamo necessità di capire cosa avverrà nel quinquennio mobile».

Il piano industriale

Effettivamente rispetto al piano industriale 2023-2027 resterebbero scoperti un paio di anni in quanto l'ammortizzatore sociale utilizzato ha la durata di 3 anni. Sul tavolo c'è poi il tema principe che è quello del futuro produttivo dello stabilimento barese. «Dobbiamo entrare nel merito di quelli che saranno gli investimenti e la diversificazione produttiva industriale del sito prosegue Falcetta - nell'ultimo incontro l'amministratore delegato della multinazionale tedesca, ha detto che l'intenzione della casa madre è di non disinvestire su Bari. Oggi vogliamo che questi annunci vengano sottoscritti in un verbale, un impegno in sede ministeriale alla presenza anche della Regione Puglia». Nello stabilimento di Bari ci sono 9 tipologie di produzioni, l'85% di queste sono legate alle motorizzazioni diesel e benzina che termineranno entro il 2035. Bosch è il più grande produttore europeo di componentistica per auto. Nel 2020 Bosch ha registrato ricavi per 71,5 miliardi di euro e impiega quasi 400mila dipendenti distribuiti in 129 paesi. Il colosso tedesco ha investito 5 miliardi di euro nello sviluppo di tecnologie per le motorizzazioni elettriche e ibride. A Bari si produce l'e-bike ma come è noto il rapporto fra endotermico ed elettrico è di 1 a 10 quanto a forza lavoro impiegata. «Noi non siamo particolarmente affezionati a un prodotto particolare sottolinea Riccardo Falcetta - qualsiasi prodotto nell'ambito della diversificazione va bene, purché ci eviti quella capacità sovraproduttiva che abbiamo. Al netto di tutti gli annunci che vengono fatti compresi quelli della Regione, il problema degli esuberi lo abbiamo e ne è testimonianza che in Bosch stiamo facendo 12-13 giorni di cassa integrazione al mese. Questo è il dato reale». L'azienda ha già dichiarato che nel periodo 2017-2021 sono stati effettuati investimenti per 70 milioni di euro, altri 19 sono previsti per il periodo 2022-23, con un aumento della capacità produttiva per l'e-bike, oltre a 11 milioni di euro per portare all'interno dello stabilimento barese la produzione di un componente della pompa ingranaggi. Questo però non basterebbe a raggiungere quella diversificazione produttiva che sola può garantire la sopravvivenza della fabbrica di Bari nel lungo periodo. I sindacati sperano di uscire oggi dal Ministero con un accordo condiviso e un impegno formale da parte di tutti.
 

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