Bitonto, minacce alla responsabile del canile comunale. «Vengo lì e ti uccido»

Bitonto, minacce alla responsabile del canile comunale. «Vengo lì e ti uccido»
di Maria Carmela TOSCANO
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Lunedì 21 Marzo 2022, 07:25 - Ultimo aggiornamento: 22 Marzo, 10:50

«Sei tu che gestisci il mattatoio? Vengo lì e ti uccido». Sono le parole con cui è stata minacciata telefonicamente Francesca Demundo, responsabile della cooperativa sociale Tasha di Bitonto che opera in difesa degli animali e gestisce il canile sanitario comunale. «Erano le ore 18 di venerdì quando ha squillato il telefono fisso dell'ufficio. Mi hanno offesa, minacciata - ha raccontato -. Fortunatamente non hanno chiamato con l'anonimo, perciò ho salvato il numero, ho provato a vedere chi fosse dall'immagine di profilo di whatsapp e qui ho fatto una scoperta terrificante: una foto riportava la scritta terrorista animalista». L'ignoto autore delle minacce è stato denunciato al comando dei carabinieri di Bitonto. 

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La telefonata del "terrorista animalista"


Sono partite, allora, le indagini su questa triste vicenda nata dopo che nella struttura diretta dalla responsabile della cooperativa è stato aperto un gattile per il ricovero temporaneo, autorizzato dall'Asl veterinaria, dei 65 gatti tratti in salvo dalla casa in via Ugo la Malfa di Bitonto dove convivevano da un anno con una famiglia in gravissime condizioni igienico-sanitarie. Nel frattempo, sono nate diverse polemiche per le tempistiche di intervento delle autorità competenti e sul luogo dove oggi sono ospitati i felini. Tra le tante, quelle rivolte dall'influencer animalista Enrico Rizzi che, all'inizio di questa settimana, è stato a Bitonto e ha tentato invano di accedere alla struttura per verificare se gli animali stessero bene. «Abbiamo rendicontato gli accessi fino alla fine dello stato pandemico, per questo avrebbe dovuto chiamare preventivamente alla struttura e prenotare un appuntamento - ha precisato la responsabile Demundo -. In questa occasione ha diffuso un video in cui ha mostrato a tutto il web anche il cartello dove è presente il numero telefonico dei nostri uffici. Chiunque avrebbe potuto salvarselo».

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E così è successo, con l'aggravante che questo numero è servito solo per rivolgere minacce di morte. «È incredibile quante critiche diffamanti la gente abbia sollevato dopo quel video e non solo. Ma bisogna fare attenzione a quel che si dice, senza ignorare la realtà dei fatti e i sacrifici che ogni giorno vengono fatti da tutti i volontari. Il mio rammarico è di essere intervenuta sia in prima persona che con la cooperativa a sostegno dell'amministrazione, della famiglia di via Ugo la Malfa, unicamente per fare del bene e invece queste sono le conseguenze».

La difesa di Tasha

La maggior parte delle critiche sono nate per lo stato della struttura che «non è mai stato un mattatoio seppur ci sia questa insegna sul tetto - ha dichiarato la Demundo -, ma dagli anni 2000 è un canile sanitario e rifugio comunale. Necessita di essere riqualificata, ma non spetta a noi farlo. Abbiamo presentato più volte come cooperativa dei progetti per suggerire degli interventi da porre in essere e non abbiamo mai ricevuto risposta dagli uffici preposti. Ma quello che conta è che i cani e gatti che ospitiamo stiano bene». Lo testimoniano le immagini che la cooperativa Tasha ha divulgato, mercoledì, sul web e che è possibile visionare su You Tube. Vengono mostrati tutti gli ambienti della struttura, dalle aree dove vengono ospitati i cani a quelle di sgambamento, dalla sala operatoria al gattile. «In questi giorni l'Asl veterinaria sta vaccinando e microchippando tutti i felini. Li curiamo insieme ai volontari del Centro Operativo Protezione Animali di Bitonto. Si trovano in una stanza di circa 30 metri quadri, ricavata nella ex casa del custode non attinente all'area destinata ai cani. La bella notizia è che alcuni gatti hanno già trovato uno stallo».
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