Bari, il virus sinciziale preoccupa: reparti di pediatria in affanno

Venerdì 19 Novembre 2021 di Alfonso SPAGNULO
Bari, il virus sinciziale preoccupa: reparti di pediatria in affanno

È l'altra emergenza. A fianco del Covid. Questa, però, riguarda esclusivamente i bambini. I reparti di pediatria della provincia di Bari sono pieni e qualche piccolo finisce anche nelle Terapie intensive pediatriche. Colpa del virus sinciziale. Nei vari reparti pediatrici la percentuale dei piccoli ricoverati va dall'80% al 100% per bronchioliti. Numeri importanti. Il perché di questa che è una vera e propria emergenza è dettata dal fatto che sono stati anticipati i tempi sul fronte bronchioliti a cui si è sommata l'esplosione di casi che danno problematiche respiratorie. Probabilmente ha inciso il fatto che ormai la vita di comunità di asili nido e scuole materne è ripartita in maniera totale, e questo ha favorito un'ampia diffusione.

La criticità

Si è creata così una grossa criticità. C'è da dire che il virus sinciziale è conosciuto da parecchio, è la causa principale di ricoveri fra i bimbi nel periodo invernale ma che i medici pediatri sanno affrontare. La differenza, quest'anno, la fanno i numeri. E naturalmente anche lo stato generale di salute dei piccoli. Recentemente, infatti, la malattia si è portata via le vite di due neonati nel Napoletano e a La Spezia. Nel Barese, ad esempio, ci sono reparti completamente occupati da bambini affetti da questo virus.

È il caso del San Giacomo a Monopoli dove non solo sono occupati i 10 posti letto disponibili ma data l'esigenza il dirigente responsabile, Ignazio Lofù, ha deciso di allestire altri due letti nell'area ludica. C'è da dire che l'emergenza posti al San Giacomo è dettata dal fatto che il nosocomio monopolitano intercetta l'utenza di diversi Comuni del circondario (Fasano, Conversano, Putignano, Polignano a Mare per citarne alcuni) consapevole del fatto che si tratta comunque di un reparto all'avanguardia, ben attrezzato e capace sia a livello medico che infermieristico. Sono ben otto i medici che da giorni stanno lavorando senza sosta. Tra i ricoverati addirittura un bambino di soli 17 giorni che grazie alle terapie sta già meglio.

Occorre sottolineare che il virus sinciziale si manifesta con dispnea, tosse, difficoltà di alimentazione e in alcuni casi febbre alta. «Da noi a Monopoli - sottolinea il dottor Lofù - abbiamo a disposizione due macchinari che hanno il compito di dare ossigeno al piccolo paziente, ma ossigeno riscaldato e umidificato ad alto flusso attraverso canule nasali. In questo modo gli alveoli dei bambini si dilatano per favorire gli scambi gassosi. Noi pediatri, occorre dire, eravamo preparati a questo tipo di emergenza in quanto già ad ottobre, nel congresso nazionale di neonatologia, se n'era parlato in modo approfondito. Dei piccoli che abbiamo curato sinora solo in un caso, per un bimbo di Monopoli di pochi mesi, è stato necessario il trasferimento in terapia intensiva pediatrica al Di Venere dato che era stato colpito da una forma aggressiva del virus e abbisognava di altri tipi di macchinari. Lo abbiamo comunque trasferito in sicurezza, in incubatore, con il macchinario che eroga ossigeno spostato in ambulanza. Oggi il piccolino sta bene ed è stato dimesso».

Qualche giorno fa sulla forte espansione del virus si era registrato anche l'intervento di Livio Melpignano, direttore medico dell'ospedale pediatrico Giovanni XXIII di Bari. «Non è una situazione normale ma nemmeno drammatica aveva detto Melpignano riferendosi ai tanti accessi al pronto soccorso proprio a causa del virus sinciziale -. Abbiamo un iperafflusso al pronto soccorso che stiamo gestendo pressoché bene: sono aumentati i tempi d'attesa ma riusciamo rispondere a tutte le esigenze dei bambini. L'anno scorso abbiamo avuto pochissime bronchioliti mentre quest'anno ce ne sono di più e anticipate, di solito ce le si aspetta da fine novembre».

I consigli

Il consiglio diffuso dai medici è quello di non presentarsi in ospedale alla comparsa dei primi starnuti poiché gli ambulatori sono fra i luoghi più a rischio contagio. Come fare dunque per prevenire questa malattia? Evitare i luoghi chiusi e affollati, arieggiare gli ambienti, lavarsi le mani, indossare le mascherine, buona igiene del naso, evitare il contatto dei bambini molto piccoli con i fratellini e cuginetti, evitare di baciare i bambini ed evitare il contatto dei bambini con le superfici esterne delle mascherine dei grandi, quando tenuti in braccio.
 

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