Soldi "a strozzo" a un ambulante: 700 euro al mese per 11 anni. Due arresti

Le minacce alle vittime: «La madre di chi parla si vestirà a lutto»

Soldi "a strozzo" a un ambulante: 700 euro al mese per 11 anni. Due arresti
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Mercoledì 10 Novembre 2021, 19:03 - Ultimo aggiornamento: 11 Novembre, 10:06

Per 11 anni avrebbero imposto a un commerciante ambulante di Bari pagamenti a tasso usurario per oltre 148 mila euro, costringendolo a cedere la propria attività e diventare, di fatto, loro dipendente. La squadra mobile ha arrestato il 59enne Nicola Santoro, soprannominato «Coyote», e il 44enne Giuseppe Intranò accusati entrambi di usura ed estorsione.

La "visita" settimanale degli usurai al mercato rionale

Nei confronti dei due arrestati, entrambi finiti in carcere, è stato disposto anche il sequestro preventivo delle somme indebitamente ricevute dalla vittima. Le indagini coordinate dal pm Lanfranco Marazia, partite da alcune segnalazioni anonime su episodi di usura ed estorsioni nei mercati rionali della città, hanno documentato - anche attraverso videoriprese - che i due arrestati andavano ogni settimana alla bancarella della vittima, «prelevando» parte dei profitti, frutto del lavoro settimanale dell'ambulante.

Un debito da 148mila euro e la "rata" da 700 euro al mese per 11 anni

Il commerciante, cioè, sarebbe stato costretto a versare una «rata» fino a 700 euro al mese per restituire prestiti ottenuti a partire dal 2010, con tassi fino al 120%, e anche per il «riacquisto della bancarella» di cui Santoro si era di fatto impossessato, riuscendo così ad aggirare il meccanismo di controllo da parte dell'autorità comunale della licenza, della quale non avrebbe potuto altrimenti ottenere la titolarità. Numerose le persone ascoltate dai poliziotti, «tutte restie - dicono gli investigatori - a fornire informazioni sulle condotte criminali in atto, a riprova del clima d'intimidazione che ha caratterizzato tutta l'indagine».

Le minacce dell'usuraio: «La madre di chi parla si vestirà a lutto»

«La madre di chi ha parlato si vestirà a lutto e non saranno risparmiati nemmeno i figli», «se ti prendevo quel pomeriggio ti dovevo uccidere», «non lo fare più di non pagare sennò finisce a schifo». Sono alcune delle minacce rivolte dal pregiudicato 59enne Nicola Santoro, soprannominato «Coyote», alla presunta vittima di usura ed estorsione, un venditore ambulante dei mercati rionali di Bari, per costringerlo a pagare e a tacere con la Polizia. Le indagini della squadra mobile di Bari che oggi hanno portato all'arresto di Santoro e di un insospettabile commerciante incensurato, il 44enne Giuseppe Intranò, hanno documentato una «rete usuraria» in cui le vittime venivano definite «rendite».

Almeno quattro gli ambulanti finiti nella morsa degli usurai

Sarebbero almeno quattro gli ambulanti taglieggiati dai due, ma solo uno ha collaborato. L'inchiesta ha documentato che gli altri, addirittura, dopo essere stati convocati dagli investigatori negando minacce e richieste di denaro, sarebbero poi andati a riferire agli indagati il contenuto delle domande dei poliziotti. «La vittima - scrive il gip del Tribunale di Bari Angelo Salerno nell'ordinanza di arresto motivando le esigenze cautelari - era posta in grave pericolo dall'allarmante escalation di minacce rivoltegli da Santoro e dal totale isolamento posto in atto dai colleghi ambulanti che sospettano sia stato lui a denunciare i fatti». «Io avevo paura di quello che avrebbe potuto accadermi - ha raccontato l'ambulante vittima - perché stiamo parlando di persone pericolose, almeno così erano per la brava gente come me». Santoro, infatti, oltre ad essere lui stesso un pregiudicato, è il suocero di Davide Francesco Rizzo, esponente di spicco del clan Capriati di Bari.

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