Ufficio del processo: arrivano i nuovi assunti. Cassano, presidente della Corte d’Appello: «Investimento importante per gli organici e Giustizia più rapida»

Sabato 26 Febbraio 2022 di Beppe STALLONE

Traspare grande gioia dalle parole pronunciate dal presidente della Corte di appello di Bari, Franco Cassano, nella cerimonia di benvenuto, che si è svolta ieri in aula magna, ai 200 funzionari addetti all'Ufficio per il processo. «Una vera gioia nel rivedere dopo tanti anni volti giovani. Eravamo abituati ai capelli bianchi, a persone che andavano in pensione senza essere sostituiti ormai dai 20 anni. Il vostro arrivo sottolinea Cassano rivolgendosi ai neo assunti è molto importante. E' un investimento molto forte. Con voi ci sono altri 8mila colleghi che cominciano a lavorare in tutti gli uffici giudiziari italiani».

Un'occasione di lavoro

L'Ufficio per il processo rappresenta un intervento che consente ai giovani laureati di avere un'ulteriore opportunità formativa e comunque un'occasione di lavoro, se pure a tempo determinato e cioè per 2 anni e 7 mesi. In tutto si tratta di circa 17mila persone che lavoreranno con contratto a termine accanto al magistrato. Per questa prima fase sono stati assunti 8.171 addetti inseriti presso la Corte di Cassazione e nei distretti della Corte di Appello. Altri 8mila circa ne verranno assunti in seguito. Nel distretto della Corte di Appello di Bari 306, in quella di Lecce 303.

Ma al di là dell'indubbia opportunità di lavoro, questi nuovi assunti hanno un compito importante da svolgere: rendere snella, veloce, smart la macchina della giustizia. Un impegno non da poco per dei ragazzi neo laureati o giù di lì, un percorso che comunque potrà giungere a compimento con le imminenti riforme del processo civile e penale. Almeno sulla carta. «L'obiettivo ricorda il presidente Cassano è quello di ridurre del 90% entro il 2026 il numero delle pendenze nel settore civile e ridurre la durata dei processi di un 25%. Queste assunzioni segnano anche la possibilità di raggiungere la condizione a cui sono legati i finanziamenti della comunità europea. Finanziamenti legati appunto al conseguimento di determinati obiettivi di efficienza, riduzione delle pendenze, riduzione della durata dei processi. Se grazie a questi nuovi collaboratori riusciremo a raggiungere questi obiettivi, ne beneficeranno i cittadini italiani e tutto il Paese grazie ai finanziamenti della comunità europea». Ad accogliere nell'aula magna i neo funzionari ci sono i presidenti di sezione Ancona, La Malfa, Grillo, Labellarte, Civita, Mitola, la dirigente amministrativa Valenzano che sarà il capo di questi giovani funzionari e i consiglieri Cavone, Morgese, Saracino, Romano, Piliego.

Il ruolo che svolgeranno

Gli addetti all'Ufficio per il Processo sono chiamati «a ruoli importanti sottolinea Cassano dalla collaborazione all'interno delle cancellerie sino alla collaborazione nell'attività giurisdizionale vera e propria, sono chiamati a redigere persino i provvedimenti giurisdizionali più semplici, pur non essendo giudici». Provvederanno alla stesura di relazioni, alla ricerca dottrinale e precedenti giurisprudenziali, alla rilevazione dei flussi dei dati statistici, collaboreranno direttamente con il magistrato per la preparazione dell'udienza. In particolare per quanto riguarda la Corte d'appello di Bari si è preferito fornire un maggior numero di funzionari (51) nel settore penale perché qui c'è un arretrato consistente, mentre le cose vanno molto meglio nel settore civile a cui sono stati riservati 37 addetti. In realtà dei complessivi 88 nuovi funzionari per la Corte d'appello, 11 hanno rinunciato, quindi effettivi al lavoro sono 77.


La ministra della Giustizia Marta Cartabia, nella sua visita a Bari di fine settembre, parlando dell'Ufficio per il processo aveva detto che «consentirà di creare un ponte tra generazioni riversando sul sistema giudiziario tutta la ricchezza dell'incontro fra l'esperienza di coloro che frequentano da anni le aule dei tribunali e la freschezza, oltre che l'entusiasmo, di chi ha appena concluso il suo percorso formativo universitario. Un cambio di paradigma nel modo di lavorare: dalla solitudine del magistrato a un lavoro di squadra. Non c'è un meglio o un peggio tra il giovane e l'anziano, c'è la ricchezza dell'incontro tra le generazioni». Il presidente Cassano ha ricordato e condiviso le parole della ministra «questi giovani rappresentano energie nuove a cui trasmettere un patrimonio di conoscenza e di esperienza. Per noi è il regalo più bello, è la gioventù, il ricambio che ritorna in questi uffici».

L'insediamento dei nuovi addetti

Da oggi quindi a fianco dei 63 magistrati e i 107 amministrativi, in Corte d'appello a Bari lavoreranno anche 77 funzionari dell'Ufficio del processo. Il problema ora è la sistemazione logistica per i 77. In attesa dell'erigendo Parco della giustizia, bisogna fare i conti con gli spazi del palazzo di piazza De Nicola, maestoso al suo interno con grandi corridoi, ampie aule, ma con stanze piccole se non anguste. Non sarà facile ma si sta provvedendo. Problema che riguarda anche i 98 addetti che affiancheranno i magistrati del tribunale, 59 (civile) di loro resteranno nella sede di piazza De Nicola mentre 39 (penale) si sposteranno nel tribunale penale e ufficio Gip nella torre di viale Dioguardi.
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