Bari, tutti insieme in pensione e l'ufficio Anagrafe va in tilt: mancano 40 funzionari in cinque municipi

Bari, tutti insieme in pensione e l'ufficio Anagrafe va in tilt: mancano 40 funzionari in cinque municipi
di Beppe STALLONE
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Mercoledì 1 Settembre 2021, 05:00 - Ultimo aggiornamento: 15:48

La città di Bari rischia un blocco istituzionale, se non si risolve tempestivamente la questione dell’erogazione delle carte di identità. Ieri a questo proposito, nella seduta del Consiglio Comunale, è stato approvato un ordine del giorno all’unanimità. Si tratta di un servizio basilare per la cittadinanza, la cui mancata erogazione causa notevoli disagi ai tanti che hanno bisogno di un documento valido per espletare diversi servizi, dalla richiesta di un prestito o di un mutuo in banca a tutte quelle operazioni in cui appunto si richiede un documento di identità in corso di validità. 
Come sottolinea il Presidente della Commissione consiliare Qualità dei Servizi, il pentastellato Antonello Delle Fontane, uno dei firmatari dell’ordine del giorno: «In pratica è un servizio quasi fermo da troppo tempo. Certo il pensionamento di molti dipendenti ha creato una carenza di personale notevole. Ma questa curva discendente era già evidente dal 2016 e si sarebbe dovuto operare per tempo. Poi c’è stata la pandemia e si è arrivati quindi ad accumulare una mole incredibile di documenti. Non solo carte di identità ma certificati (di residenza, di nascita, di morte ecc.). Il nostro gruppo aveva già presentato a gennaio scorso un ordine del giorno in cui si segnalava la situazione difficile che si vive nei 5 Municipi, come il Municipio 4 (Carbonara) dove l’ufficio anagrafe manca fisicamente, il Municipio 5 (Santo Spirito) dove si lavora a singhiozzo».


Il punto è che da più di 1 anno e mezzo sono andati in pensione una quarantina di funzionari. Si sono messe in moto le procedure per un concorso, ma poi queste sono state rallentate causa pandemia. Il concorso dovrebbe comunque concludersi entro fine anno, ma se pure dovesse filare tutto liscio e i vincitori dovessero entrare in servizio i primi giorni del prossimo anno, non andranno certo tutti a coprire il buco dell’ufficio Anagrafe. «A primavera scorsa – sottolinea Domenico Scaramuzzi, Presidente della Commissione consiliare Servizi civici, trasparenza – c’erano 40mila carte di identità da rinnovare. Ora siamo sulle 20mila. Comunque una cifra notevole e i nostri cittadini ci chiedono ogni giorno come fare».


Il Consiglio dei Ministri ha prorogato la validità dei documenti di identità e riconoscimento fino al 30 settembre, ma anche nel caso il Governo dovesse disporre un’ulteriore proroga, ci sono da smaltire decine di migliaia di arretrati relativi alle carte di identità. Ecco quindi la richiesta di attivare immediatamente una task force con il compito di supportare la Ripartizione anagrafe nello smaltimento degli arretrati delle carte di identità scadute, da mantenere attiva fino a che la Ripartizione anagrafe abbia a disposizione le risorse umane sufficienti.
Fra l’altro bisogna ricordare che il progetto “Elimina code” è terminato a luglio scorso. 34 persone, 17 già dipendenti dell’ufficio Anagrafe e altri 17 vigili urbani che, lavorando 6 ore in più a settimana hanno consentito di diminuire l’arretrato, il quale però ora ha ripreso a crescere. «Si tratta di personale – sottolinea Scaramuzzi - che ha già seguito corsi di formazione e quindi potrebbe essere immediatamente operativo. Ma nonostante il disagio per l’utenza, devo comunque sottolineare l’abnegazione di tutti i dipendenti della Ripartizione. Non dimentichiamoci che uno di loro, ha contratto il Covid proprio stando allo sportello e purtroppo ci ha rimesso la vita».

Il quadro 


La situazione dei 5 Municipi ce la descrive il Presidente della Commissione per il Decentramento, Leo Magrone: «Al Municipio 3 aprono 2 volte a settimana e abbiamo chiesto di aprire normalmente per 5 giorni; al numero 4 per metà settembre dovremmo aprire la sede dell’ex Onpi, abbiamo acquistato gli arredi quindi è davvero questione di giorni, al Municipio 2 abbiamo chiesto di dedicare aree e personale all’anagrafe. Chiediamo ai municipi di garantire un servizio celere ai cittadini, intanto chiediamo che si proceda con deliberazione per la proroga del cosiddetto “Elimina code” che, anche se non risolutivo, ha alleggerito il carico di arretrati».

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