Teatro Petruzzelli, c’è la trattativa per il canone d’affitto: Il Comune studia il vecchio contratto per dialogare con gli eredi

Domenica 23 Gennaio 2022 di Elga MONTANI

La vicenda del teatro Petruzzelli è ancora lontana da essere conclusa. L’amministrazione comunale sta lavorando per comprendere come riuscire a trovare un “accordo” con la famiglia che permetta alla città di continuare a godere del teatro, e allo stesso tempo riuscire a coniugare gli interessi pubblici e quelli privati.

Si cerca l'accordo


«La vicenda del teatro Petruzzelli – scrivono in una nota da Lega Salvini Premier Puglia - stretto in questi mesi nella morsa di ricatti e di provvedimenti giudiziari, va risolta rapidamente e bene. Coinvolgendo, se necessario, anche il vertice ministeriale e quello della Regione Puglia». «Un’istituzione culturale di livello internazionale, apprezzata e frequentata da artisti conosciuti in tutto il mondo – prosegue la nota del Carroccio - merita un’attenzione ad ampio raggio e soluzioni capaci di coniugare diritto e buon senso. Ci rendiamo conto perfettamente che in questo momento storico i temi della cultura appaiono a prima vista secondari rispetto ad altro. Tuttavia, il futuro del nostro territorio e della nostra gente si gioca anche su luoghi simbolici e di prestigio come il teatro Petruzzelli».

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«Pensare di affidarsi per l’ennesima volta soltanto alle carte bollate e ai ricorsi – concludono - non può essere l’unica mossa e comunque non accelera la soluzione. In epoche passate bastavano pochi mesi per costruire un teatro lirico. Non possiamo accettare che una faccenda di affitti e rimborsi duri per decenni». 

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Il primo incontro 


Lo scorso 21 dicembre si è svolto in Commissione Trasparenza il primo incontro tra la famiglia Messeni Nemagna e l’amministrazione comunale, rappresentata dall’avvocatura del Comune e dal direttore Pellegrino, dopo l’annullamento dell’incontro che era stato convocato dal sindaco e da lui stesso cancellato in seguito alle dichiarazioni della famiglia circolate a mezzo stampa. Nell’incontro, piuttosto animato, si era comunque giunti ad una “tregua” che avrebbe dovuto portare a successivi incontri, forse proprio nei prossimi giorni. Al momento la famiglia, che una sentenza ha stabilito essere la legittima proprietaria della struttura, sembrerebbe disponibile alla trattativa prendendo in considerazione la possibilità di tornare in qualche modo al vecchio accordo tra pubblico e privato.


I Messeni Nemagna, in seguito all’incontro, hanno trasmesso un documento relativo al vecchio accordo con Pinto, ultimo gestore del teatro prima dell’incendio che distrusse completamente il teatro 30 anni fa. L’accordo in questione prevedeva un canone annuo pari a 220 milioni di lire che, contestualizzati con la rivalutazione, dovrebbero essere, stando alla famiglia, pari oggi a un milione e 700 mila euro annui. La Commissione Trasparenza aveva preso l’impegno, al termine dell’incontro, di riconvocare nuovamente le parti dopo aver valutato quanto presentato. Bisogna capire ora se esiste la possibilità di rivedersi a breve e se tale incontro possa essere in Commissione Trasparenza o se possano esserci le condizioni per un incontro ufficiale tra l’amministrazione e la famiglia. «Entrambe le parti posso dire che mi hanno dato il merito di essere riuscito a farle incontrare – sottolinea il presidente della Commissione Trasparenza del Comune di Bari, Filippo Melchiorre -. In qualche modo siamo arrivati in quell’occasione ad un “armistizio”. Dopo tanti anni, c’è stato finalmente questo incontro, ora potrebbero esserci le condizioni per tornare a parlare serenamente». 


Dal Comune di Bari fanno sapere che gli avvocati stanno studiando il contratto che è stato trasmesso loro dalla Commissione Trasparenza subito dopo l’incontro avvenuto in dicembre. Obiettivo è poter avviare una trattativa con la famiglia. Nel frattempo, il teatro prosegue la sua attività in una situazione che può essere definita una sorta di limbo. Fondamentale che pubblico e privato riescano, prima di tutto, a dialogare e che, come sottolineato da diverse parti in questi mesi, che si riesca ad evitare un nuovo scontro. Perché il teatro Petruzzelli è prima di tutto un bene della collettività che va tutelato.
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