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L'interrogazione e il brutto voto. A 14 anni precipita dalla finestra e muore davanti ai compagni: ipotesi suicidio

L'interrogazione e il brutto voto. A 14 anni precipita dalla finestra e muore davanti ai compagni: ipotesi suicidio
di Nicola MICCIONE
4 Minuti di Lettura
Mercoledì 1 Dicembre 2021, 13:52 - Ultimo aggiornamento: 2 Dicembre, 15:37

Un 14enne di Corato, nella mattinata di ieri, è morto dopo essere precipitato da un finestra verso l'atrio interno del liceo scientifico e linguistico statale Orazio Tedone di Ruvo di Puglia, un piano più in giù. Non si sa perché lo abbia fatto e molto probabilmente non lo si saprà mai. Per adesso ci sono poche certezze: i Carabinieri della Compagnia di Molfetta che sono ormai convinti che si sia trattato di un gesto volontario - anche se continuano le verifiche per escludere del tutto altre possibilità -, stanno seguendo ogni pista possibile per cercare di capire cosa abbia spinto il ragazzo, che aveva un buon profitto scolastico, a commettere un folle gesto.

L'ipotesi: un brutto voto a scuola


Forse, all'origine del suicidio, vi sarebbe un brutto voto ricevuto al termine di un'interrogazione collettiva. Questo, almeno, è quanto avrebbero riferito i compagni di classe ai militari della locale Stazione, coordinati dalla Procura della Repubblica di Trani, che hanno eseguito rilievi, sequestrato lo zaino e ascoltato numerosi testimoni, docenti e studenti, tutti sotto shock. Il fatto è successo durante il cambio di lezione, intorno alle ore 11, mentre in aula non c'erano professori. Stando ad una prima ricostruzione, il 14enne, al primo anno di liceo, aveva ricevuto un brutto voto in una materia, come il resto della sua classe perché durante una interrogazione a sorpresa si erano dimostrati tutti impreparati. Durante l'intervallo tra una lezione e la successiva, mentre in classe non c'erano professori e i compagni chiacchieravano tra loro, sarebbe salito sul davanzale della finestra e, dopo qualche istante, si sarebbe lasciato cadere.

Il tentativo dei compagni di fermarlo


Alcuni compagni di classe si sarebbero accorti di quanto stava accadendo - hanno raccontato agli investigatori - e avrebbero tentato di fermarlo e farlo desistere. Il resto della scuola lo ha saputo un po' alla volta. L'ipotesi è, quindi, quella del gesto volontario, ma accertamenti più approfonditi serviranno a escludere con certezza la possibilità che il ragazzo abbia perso l'equilibrio, precipitando. Per lui non c'è stato nulla da fare. I sanitari del 118 hanno tentato inutilmente di rianimarlo, ma le lesioni si sono rivelate troppo gravi. Ma chi stava peggio erano i compagni di classe del 14enne. Erano tutti traumatizzati, ma non verranno lasciati soli. Le indagini ora dovranno cercare di svelare cosa abbia spinto il giovane a commettere un gesto simile: i Carabinieri hanno sentito compagni e insegnanti e per ora è emerso il profilo di uno studente modello. Le lezioni e le attività didattiche sono state prontamente sospese, mentre sul posto, con gli agenti di Polizia Locale, è arrivato anche il sindaco Pasquale Chieco che ha subito allertato un'equipe di assistenti sociali e di psicologi per fornire assistenza e sostegno ai docenti, ai compagni e alla famiglia del 14enne.

Il dolore della cmunità su Facebook


«Dolore e disperazione - ha scritto il primo cittadino su Facebook -. Spente le sirene, passato il brusio delle mille voci, tornate nel silenzio le urla e le grida, chiusa la porta dell'ufficio di un Sindaco, non restano che dolore e disperazione. Una vita giovanissima si è interrotta improvvisamente, con ancora intatti tutti i desideri, con il mondo intero ancora da conoscere. Esprimo la vicinanza di tutta la nostra città alla famiglia di questo ragazzo alle prese con una sofferenza ingiusta e insostenibile. Siamo vicini anche ai suoi insegnanti, ai suoi compagni, alla dirigente del liceo, impegnati, come tutti noi, nel tentativo di decifrare questo indecifrabile rompicapo. È difficile riprendere la vita quotidiana con un simile fardello addosso. Il solo impegno che ognuno di noi può prendere è quello di interrogarci sempre e con sincerità sulle fragilità nostre come su quelle di chi ci sta accanto, restare vicini, restare solidali. E, naturalmente, non dimenticare», ha scritto il primo cittadino di Ruvo. «Il dolore di una città. Troppo grande, questo dolore» ha commentato invece il sindaco di Corato, Corrado De Benedittis.
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