Bari, strade con nomi di donna. Il progetto del Comune. Ecco chi sono

Mercoledì 9 Marzo 2022 di Enrico FILOTICO

Nessuno, in queste ore, ha voluto parlare di festa. Sarà perché lo spirito dell'8 marzo tutto è, meno che quello di una festa, sarà perché i giorni che stiamo vivendo non lasciano spazio a festoni e celebrazioni sfarzose. Tra le tante iniziative, però, dedicate al ruolo delle donne, Bari ha deciso di aderire alla campagna di Anci e dell'associazione Toponomastica femminile 8 marzo, 3 donne, 3 strade, finalizzata a sanare il gap di genere nella toponomastica.

Nomi in rosa per le strade di Bari


L'obiettivo è quello di rendere omaggio a otto donne che hanno rappresentato, ciascuna per la sua storia, modelli di impegno politico e civile, eccellenze nel campo dell'arte e della cultura e vittime della violenza di genere e criminale. Con la delibera approvata ieri mattina dalla giunta comunale, la città si appresta ad intitolare otto spazi pubblici a donne del passato. «In questa giornata ho l'onore di ricordare Mariolina De Fano, straordinaria attrice barese, cui abbiamo voluto intitolare un palco del teatro comunale Piccinni - ha dichiarato nel corso della presentazione l'assessora allo sviluppo economico Carla Palone -. Ho avuto il piacere di poter assistere ad alcune delle sue interpretazioni, che le sono valse non solo l'affetto dei baresi ma anche il riconoscimento della cinematografia nazionale».

Poi l'intervento di Ines Pierucci, l'assessora alle culture: «Chiara Fumai, classe '78, è stata testimone di una cultura femminista che ha attraversato la sua intera attività artistica. Il suo talento puro e visionario ha indagato in maniera assolutamente originale il rapporto tra potere, linguaggio e sovversione mettendosi nei panni di donne ai margini del sistema patriarcale. In soli dieci anni ha lasciato un segno indelebile nel panorama dell'arte contemporanea».


Tra le figure femminili dell'amministrazione che sono intervenute non è mancata Silvia Russo Frattasi, presidente della commissione consiliare pari opportunità: «Caterina Susca era una donna comune, un'amica, una figlia, una moglie, una madre. L'11 novembre del 2013 è stata uccisa per mano di un uomo che l'ha aggredita, violentata e poi uccisa. A lei e a tutte le donne vittime di violenza, ancora troppe, dedicheremo una targa all'interno del nuovo parco Rossani, ai piedi di un albero di mimosa, simbolo per eccellenza della vita».
Anche il sindaco di Bari Antonio Decaro ha affidato ai social un pensiero sull'iniziativa che ha visto la città protagonista: «Otto luoghi della città che porteranno il nome di una donna e ne racconteranno la storia. Il Comune di Bari ha voluto celebrare così l'8 marzo, con 8 targhe dedicate a 8 donne e le loro vite, perché chi passerà da quelle strade o da quei giardini possa portare con sé una traccia di ciò che sono state. Il nostro pensiero va oggi alle donne ucraine che in tante, proprio in queste ore, sono costrette a fuggire abbandonando le strade e i luoghi delle loro città».
Tra loro una mamma, Caterina Susca, uccisa in un'aggressione nel 2013, una vittima innocente di mafia, Maria Colangiuli, una giovane studentessa istriana, Norma Cossetto, l'attivista brasiliana, Marielle Franco, la parlamentare Maria Celeste Nardini, che tanto aveva fatto per gli ultimi e per i diritti delle donne. Il modo più bello per ricordarle.
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