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Bari, scuole e trasporti: sette giorni per un'intesa. L'ipotesi della doppia campanella

Foto di repertorio
Foto di repertorio
di Enrico FILOTICO
3 Minuti di Lettura
Domenica 5 Settembre 2021, 12:22

Non era bastato un corso Vittorio Emanuele tornato ad essere via di passaggio della gente, in una bella giornata di sole del primo giorno di settembre per riscaldare il tavolo della Prefettura di Bari su cui le amministrazioni locali, le istituzioni della formazione e le aziende del trasporto avrebbero dovuto decidere da dove partire in vista del nuovo anno. Il caos sulla scuola non accenna a diminuire, negli scorsi giorni sulle colonne di questo giornale avevamo anticipato che il vertice in prefettura non aveva portato a nessuna sostanziale novità.
Anzi. Aveva, se possibile, ulteriormente paralizzato il rapporto tra la scuola, forte della posizione dura dei sindacati, e le agenzie di trasporto che hanno visto la loro posizione assecondata da comune e regione. Ad oggi la situazione non si è sbloccata, stato dell'arte che di fatto complica ulteriormente l'organizzazione. Il tempo, solitamente galantuomo, in questa circostanza è un pessimo alleato. Prorogare ogni decisione significa organizzazione ancora peggiore. Le aziende di trasporto avevano lamentato la totale mancanza di collaborazione da parte del provveditorato, reo a loro modo di non voler elasticizzare entrate ed uscite degli studenti. Il rapporto si era incrinato su diversi punti, non ultimo gli elenchi degli studenti che utilizzano i mezzi di trasporto pubblici. Troppo vecchi gli elenchi a disposizione per poter organizzare una strategia credibile, considerato poi che alcune scuole cominceranno il 13 settembre e non il 20 come annunciato.
Decisione che è possibile prendere grazie all'autonomia scolastica di cui ogni preside è dotato nell'organizzare l'anno. Lo scontro tra le parti sul turno unico o scaglionamento, vero pomo della discordia, in queste settimane trascinato con sé anche l'amministrazione comunale in antitesi a quella metropolitana. Il paradosso, facevano notare alcuni addetti al trasporto regionale, è che il comune di Bari vuole lo scaglionamento mentre la città metropolitana propende per il turno unico. La stessa spaccatura, più semplice da ricucire, l'ha offerta anche la giunta regionale: l'assessore alla pubblica istruzione Sebastiano Leo avrebbe preferito il turno unico, al contrario la titolare dei trasporti Maurodinoia ha caldeggiato la turnazione.


La soluzione arriverà nei prossimi giorni. Volendo azzardare una risposta, è possibile stando a quanto dichiarato dalla prefetta Antonella Bellomo e dal sindaco Antonio Decaro che si andrà incontro alle esigenze delle aziende di trasporto. La questione, come spesso spiegata dalle aziende di trasporto è semplice. Il punto di partenza è che fino a quando gli ingressi saranno consentito solo fino al 50% degli studenti, il servizio sarà sufficiente così com'è. Se l'estensione sarà fatta a 75% o 100%, le flotte dei bus dovranno essere raddoppiate. Ecco perché lo scaglionamento permetterebbe alle aziende di non intervenire economicamente sulla quantità di autobus, garantendo comunque il servizio.


La proposta che circola al momento è quella di una doppia campanella, ore 8 entra il 70-75 per cento degli studenti. Per le ore 9.45 il restante 25-30 per cento. Una ripartizione che fonti interne alle aziende di trasporti sottolineano essere inconsistente fin qui se sprovvista dei numeri di studenti da trasportare, comunicazione che pesa in capo alle scuole e che dal provveditorato non è ancora giunta. Questo sarebbe si un modo di evitare gli assembramenti, però chiederebbe alle aziende un certo tipo di investimento che ad oggi dovrebbe essere realizzato in meno di 10 giorni. L'accordo si potrebbe chiudere su ingressi e uscite scaglionati a distanza di 90-100 minuti con quote prestabilite. Il tempo stringe, tutti hanno fretta e dopo due anni di pandemia, all'alba del terzo anno scolastico da condurre condizionati dal Covid, Bari non ha ancora un piano trasporti.

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