Scuola, il nodo doppi turni: tre soluzioni sul piatto. Studenti pronti a scendere in piazza

Mercoledì 13 Ottobre 2021 di Enrico FILOTICO

Si terrà oggi il tavolo tecnico di aggiornamento sulla scuola. La mobilitazione ormai è in corso da settimane e le posizioni rimangono immutabili: trasporti, sindacati della scuola e studenti viaggiano in direzioni opposte. L’accordo sembra lontanissimo, bisognerà attendere se la Prefetta di Bari Antonella Bellomo deciderà di tornare sui suoi passi e ristabilire l’orario di ingresso unico. Il dibattito in questi giorni di intervallo si è sviluppato sulle tre grandi proposte. 

Le possibili soluzioni


La prima, quella adottata fino ad oggi, è legata all’utilizzo del doppio orario di ingresso scaglionato ad un’ora e quaranta di distanza. Una soluzione utilizzata in Puglia solo nella provincia di Bari. Nonostante lo spirito propositivo della prefettura e delle aziende di trasporto, sembra che i vantaggi al momento siano davvero limitati. Anzi. La ripartizione prevede che il 75% dei ragazzi entri alle 8 del mattino, solo il 25% invece è spostato al secondo ingresso. 


Sono state però registrate problematiche sui passaggi dei mezzi al mattino che ha costretto spesso gli studenti comunque a viaggiare con il primo turno, di fatto impedendo che la ripartizione risultasse soddisfacente. Problema sostanzialmente uguale è quello che si verifica al momento del ritorno a casa. Gli studenti difficilmente possono usufruire di mezzi che sono lì al momento della loro uscita, spesso sono costretti ad aspettare anche un’ora prima di rientrare. Spostare gli orari della quotidianità, come ci hanno spesso detto anche sulle colonne di questo giornale, costringe i più a dover rinunciare alle attività extrascolastiche che negli anni della scuola rimangono fondamentali per costruire dei cittadini sani. Si pensi a sport, musica e svago di vario genere, sacrificato per terminare i compiti. L’assessore Leo, non più tardi di fine settembre, aveva poi annunciato che rimanendo così le cose i ragazzi sarebbero stati costretti ad effettuare dei turni. Così da alternare il disagio. Una soluzione che sebbene sulla carta sembrava rispettare le esigenze della categoria studenti e le necessità imposte dalla pandemia, si rivelata inefficace a detta dei ragazzi e inapplicabile secondo le continue rimostranze evidenziate dal mondo della scuola stesso.
Dalla prefettura è stata anche avanzata una seconda ipotesi, ovvero quello dello scaglionamento di una sola ora. Immaginata per risolvere il problema del rientro a casa per tempo. Soluzione che ha messo tutti d’accordo nel ritenerla inadatta. Per gli studenti sarebbe una formula che non modificherebbe nulla e dimostrerebbe che evidentemente volendo si potrebbe ristabilire il turno unico. 
Le aziende di trasporto non sarebbero in grado di soddisfare le esigenze dell’utenza in maniera certa, perché i mezzi non avrebbero il tempo di portare gli studenti a scuola, fare le fermate e poi ripartire per il secondo giro e le scuole dovrebbero comunque mutare la loro organizzazione interna. Cosa non troppo gradita. Sul tavolo dunque le ipotesi credibili rimangono due: rimanere con il doppio ingresso o tornare al turno unico. Sull’ultima eventualità, la preferita per giovani, famiglie e scuole, fin dall’inizio dell’anno scolastico si è registrato il totale ostracismo dei trasporti. Da subito è stato evidenziato che non è possibile reggere le richiesta. 


Un dibattito che oggi dovrebbe tenere conto delle parole spese ieri da Elisabetta Casellati, Presidente del Senato. La seconda carica dello stato, parlando dei ragazzi nel corso dell’incontro dedicato alla scuola dal titolo ‘Ora di Futuro’ e tenutosi nella sala della Minerva ha infatti detto che «Chiusi dentro le mura di casa, privati degli amici, dei compagni, dello sport, costretti a rimanere per ore davanti allo schermo di un computer, hanno certamente vissuto questi mesi con fatica e sofferenza, esprimendo nei confronti degli adulti un urgente bisogno di cura e protezione», ricorda la seconda carica dello Stato. «Ma nonostante queste difficoltà e questi grandi cambiamenti individuali e sociali, è stata straordinaria la loro capacità di affrontarli».

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