Bari, pronto il piano per i trasporti scolastici: «Servirà la collaborazione delle scuole». Ma la polemica è dietro l'angolo

Bari, pronto il piano per i trasporti scolastici: «Servirà la collaborazione delle scuole». Ma la polemica è dietro l'angolo
di Riccardo RESTA
4 Minuti di Lettura
Lunedì 18 Ottobre 2021, 05:00 - Ultimo aggiornamento: 19:56

Il 3 novembre è il “d-day” per le scuole secondarie di secondo grado in provincia di Bari. Subito dopo il ponte di Ognissanti, come stabilito dall’ordinanza del prefetto Antonia Bellomo, andrà in archivio la controversa esperienza del doppio turno d’ingresso per gli studenti delle superiori (il 75% alle 8, il restante 25% alle 9:40), e si farà ritorno all’antico: entrata unica, tutti insieme alle 8 del mattino.
Due settimane, quindi, a disposizione delle aziende di trasporto pubblico locale per rivedere il servizio e adeguarlo alle nuove direttive impartite dall’ufficio territoriale di governo. «Le aziende hanno risposto positivamente alle disposizioni del prefetto – spiega Matteo Colamussi, presidente di Asstra Puglia e Basilicata. Stiamo riorganizzando i turni di servizio così da farci trovare pronti per il 3 novembre».

La stoccata

Non manca, però, da parte del Tpl un’ulteriore stoccata al mondo della scuola, che fin da agosto ha portato avanti la battaglia per il turno unico e che adesso incassa la vittoria. Colamussi: «L’auspicio è che ci sia uno spirito collaborativo da parte delle scuole, che finora è mancato. Per noi non si è mai trattata di una guerra di posizione; riteniamo che lo scaglionamento sia la migliore soluzione trasportistica e per la sicurezza, ma accettiamo le disposizioni prefettizie con il consueto spirito costruttivo. Al prefetto riconosciamo il merito di aver cercato una soluzione che potesse far convergere le parti in campo, così come all’assessore regionale Anita Maurodinoia riconosciamo di essersi messa a disposizione aspettando che qualcun altro decidesse per lei». Ma, adesso, la questione più urgente è riorganizzare tutto in tempi brevi: «Chi gestisce le aziende di trasporto è abituato a lavorare con dinamiche in rapido cambiamento – ricorda Colamussi -. Faremo di tutto affinché nulla cambi e il 3 novembre ogni cosa funzioni. Assicurare il diritto alla mobilità e il diritto allo studio rimane il nostro compito, ma considerando l’incedere dell’epidemia il dibattito andava affrontato in maniera più serena da parte di tutti».

Cosa può rimanere dell’esperienza dello scaglionamento? «La soluzione in altre città metropolitane è ancora in vigore e funziona – prosegue il numero uno di Asstra. E anche dove in Puglia si è andati avanti con il turno unico ci sono state lamentele. La cosa inaccettabile è credere che i trasporti possano diventare lo strumento demagogico di un apparato che ha perso più tempo a parlare che a preoccuparsi di far funzionare il proprio settore, a cominciare dal distanziamento in aula. Da parte nostra ci sarà estrema collaborazione, ma se le cose dal 3 novembre in poi continueranno a non funzionare non potranno dare a noi la responsabilità. Il problema non può essere risolto solo da una parte. D’altronde, anche per i nostri dipendenti la soluzione migliore sarebbe il turno unico, che comporterebbe un lavoro minore e meno tensioni sociali. Noi comunque lavoriamo a testa bassa affinché tutte le cose trovino giusta compensazione».


L’altro aspetto che sottolineano le aziende del Tpl è quello relativo al traffico e all’inquinamento, con l’aumento dei mezzi in strada previsto dal 3 novembre: «Con nuovi bus in circolazione, in caso di incidente, si creeranno più ingorghi – incalza Colamussi. Già prima del Covid molte famiglie avevano trovato sistemi alternativi al bus per spostarsi, e il nostro maggiore competitor nell’85% dei casi in Italia era l’automobile. Un dato che è aumentato in questi due anni. Tutto il mondo si sta concentrando sul problema ambientale, mentre noi ancora ragioniamo su questi numeri relativi agli spostamenti in macchina. E a nessuno sembra interessare il fatto che in circolazione ci saranno bus Euro 3 ed Euro 2 che producono più inquinamento; il problema del traffico e dello smog sarà subito da tutti i cittadini solo perché un settore ha deciso di non spostare i propri ritmi di un'ora».

© RIPRODUZIONE RISERVATA