L'appello del prefetto Bellomo ai commercianti: «Denunciate furti e racket»/Intervista

L'appello del prefetto Bellomo ai commercianti: «Denunciate furti e racket»/Intervista
di Matteo CAIONE
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Lunedì 15 Agosto 2022, 05:00 - Ultimo aggiornamento: 08:34

«La violenza subita dalle due giovani turiste francesi è un fatto di enorme gravità, ma che non può bollare e connotare questo territorio. Sono preoccupata anche per i casi di violenza domestica che non avvengono solo fra partner, ma anche fra figli e genitori. Non ci sono ricette magiche, ma non stanchiamoci mai di educare al rispetto reciproco e alla tutela delle persone fragili». A dirlo è il prefetto di Bari, Antonella Bellomo, nell’affrontare i nodi della sicurezza che attanagliano la città di Bari. Sotto la lente anche il racket che torna ad alzare la testa, le aggressioni, il mercato della droga, il virus mafioso. «Non c’è crescita senza legalità», ribadisce il prefetto che fa appello a imprenditori e commercianti: «Denunciate le estorsioni e l’usura. Solo così si può interrompere il circuito criminale».

Prefetto Bellomo, l’estate barese è stata macchiata dal gravissimo episodio di violenza sessuale, che risale a pochi giorni fa, nei confronti di due turiste di 18 e 17 anni nel quartiere Libertà. “Con modalità violente e spregiudicate, che sembrano ispirate al noto film Arancia meccanica”: così si è espresso il pm nella richiesta di arresto contenuta nell’ordinanza del gip che ha disposto il carcere per il 21enne barese accusato della violenza. Nonostante l’inasprimento delle pene e le iniziative di sensibilizzazione, le violenze sulle donne continuano ad accadere. Anzi, i centri antiviolenza segnalano casi in aumento. Cosa manca ancora per vincere questa battaglia?
«La violenza consumata ai danni delle due giovanissime turiste francesi è un episodio gravissimo sul quale è stata data una risposta tempestiva dalle forze di polizia e la magistratura accerterà le responsabilità, ma resta un episodio che non può connotare questo territorio. Sono certamente più preoccupanti i casi di violenza domestica che non avvengono solo fra partner, ma anche fra figli e genitori e sono sintomatici di codici di comportamento squilibrati. Non esiste una ricetta magica, ma certamente serve non stancarsi mai di educare al rispetto reciproco e a tutelare le persone più fragili, insieme a creare le condizioni per rendere più autonome le donne che denunciano».

Dal San Paolo all’ex Rossani, passando per il quartiere Libertà. Numerose aggressioni, ma anche scippi e risse. E poi le spaccate contro i negozi, ma anche il mercato della droga che nel weekend trasforma Bari in una grande piazza di spaccio. La militarizzazione del territorio è impensabile, inattuabile e tutto sommato inutile. La sicurezza, che peraltro è anche il presupposto dello sviluppo, è molto altro. Cosa serve veramente?
«Bari è una grande città che presenta alcuni dei problemi che affliggono altri territori. Giovani che hanno modelli arroganti e intolleranti e che manifestano il loro disagio rafforzando nel gruppo. Reati contro il patrimonio con modalità che danneggiano il bene aggredito più che sottrarre beni. Sono fenomeni diversi. Nel primo caso occorre puntare sulla formazione e responsabilità, anche se messaggi dissonanti pervengono dai social per esempio. Nel secondo caso le forze di polizia stanno compiendo grandi sforzi e hanno ottenuto anche buoni risultati, ma per essere consolidati occorre che anche i proprietari dei beni adottino misure di difesa passiva efficaci. Altra situazione riguarda la diffusione del consumo di sostanze stupefacenti che è sempre in crescita alimentando il mercato illecito. Rimane aperto l’interrogativo su quanto facciamo per invertire questa tendenza. Voglio in proposito ricordare il protocollo d’intesa fra Asl Ba e prefettura per dare priorità d’intervento ai giovanissimi».

L’operazione della Dda di inizio agosto ha tolto il velo su un altro episodio di racket avvenuto nel quartiere san Girolamo e compiuto da esponenti affiliati a un gruppo mafioso. Nelle pieghe della notizia, c’è un risvolto positivo e ha visto come protagonista l’imprenditore che ha denunciato immediatamente alla forze di polizia la richiesta estorsiva. Nei giorni scorsi, Leonardo Palmisano, in un’intervista a Quotidiano, ha lanciato l’allarme: circa il 40% dei locali della città pagherebbe il pizzo. C’è chi paga per paura, chi per convenienza, ovvero per un tacito accordo. Cosa si può fare? Come convincere gli operatori economici a denunciare? E lei cosa si sente di dire a commercianti e imprenditori?
«La piaga dell’estorsione al pari dell’usura richiede essenzialmente la collaborazione della vittima che deve avere fiducia nello Stato e denunciare. Oltre a garantire la sua tutela lo Stato eroga un indennizzo per il danno subito che può essere reimpiegato nell’attività imprenditoriale. Lo Stato c’è. E la denuncia è fondamentale: la denuncia interrompe il circuito criminale e consente di spezzare i legami con la criminalità organizzata a beneficio di tutta la comunità».

Due anni di pandemia hanno accentuato le vulnerabilità sociali, che rappresentano il terreno fertile per la crescita della criminalità. Al cospetto del virus mafioso c’è bisogno di sviluppare anticorpi sia a livello sociale che educativo. L’economia e il territorio in che modo possono rendersi impermeabili alle infiltrazioni e agli appetiti dei clan?
«La crescita economica deve seguire sempre il filo della legalità, come nell’esempio precedente accedere a scorciatoie che sembrano al momento avvantaggiarti rende schiavi della scure della criminalità dalla quale non si riesce a sottrarsi perché è la stessa criminalità ad impadronirsi dell’attività imprenditoriale. Legalità deve essere intesa a tutto tondo, dal rispetto delle tutele del lavoro agli adempimenti fiscali. L’apparato pubblico deve impegnarsi di contro a snellire le procedure e avere fiducia dell’imprenditore e del cittadino».

Siamo a Ferragosto. Bari vive una metamorfosi, con una evidente evoluzione che premia il suo patrimonio culturale e la sua forza di attrazione turistica. La città come sta affrontando l’ondata - per certi versi inattesa - di presenze?
«Sempre più turisti scelgono Bari come meta delle vacanze, le navi da crociera sono sempre più numerose e sono convinta che gli ospiti trovino Bari attraente, suggestiva perché unisce al patrimonio artistico e culturale il rispetto delle tradizioni e il gusto della modernità. L’impegno dell’apparato dello Stato è garantire la sicurezza del soggiorno e la fruibilità degli spazi. Sono certa che dalla collaborazione delle altre istituzioni il successo dell’ospitalità barese sarà degno del suo Santo protettore San Nicola».
 

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