Bari, non si placano le polemiche post Capodanno al Petruzzelli. E nel mirino finisce il catering

Bari, non si placano le polemiche post Capodanno al Petruzzelli. E nel mirino finisce il catering
Bari, non si placano le polemiche post Capodanno al Petruzzelli. E nel mirino finisce il catering
di Elga MONTANI
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Sabato 15 Gennaio 2022, 05:00 - Ultimo aggiornamento: 14:23

Il Capodanno al teatro Petruzzelli non smette di essere al centro delle polemiche. Un semplice post social di un’agenzia di catering ha riportato l’evento alla ribalta, innescando nuove critiche nei confronti di chi ha deciso sia di organizzarlo che di farlo svolgere, nonostante la situazione epidemiologica in cui ci troviamo. Stando a quanto comunicato via social, nella serata del 31 dicembre si sarebbe tenuto al teatro Petruzzelli un catering per 300 invitati, destinato a professionisti, tecnici, dirigenti e addetti ai lavori. Nessuno, ovviamente, può prendersela con la società a cui tale servizio è stato richiesto che anzi in un momento difficile come quello che il settore sta vivendo ha solo potuto approfittare della situazione, potendo così lavorare il giorno dell’ultimo dell’anno.

Commenti roventi sui social

Ma sono molti quelli che costretti, invece, ad annullare eventi, o tenere chiusi ristoranti a causa delle restrizioni imposte dal Governo per contenere la pandemia, si trovano oggi basiti di fronte alla scelta di far svolgere non solo il concerto, ma anche la serata conviviale. C’è chi commenta, al riguardo: «Chi vive di catering, eventi e feste stava a casa senza lavorare. Vedere lo scempio al Petruzzelli dove non esiste il Covid mi ha messo davvero tanta rabbia».

Qualcuno chiama in causa il sindaco, Antonio Decaro, e scrive: «Oltre al trenino e alla grande discoteca, non poteva mancare il catering al teatro, vergogna». La legge in effetti non vieta il catering, ciò che è vietato per normativa Covid sono i buffet se non è possibile mantenere le distanze di sicurezza, in quanto è fondamentale evitare assembramenti e non è possibile permettere che si verifichino. Ma un conto è ciò che la legge nello specifico prevede, un altro ciò che forse sarebbe stato opportuno fare, considerato soprattutto che troppa gente che aveva fatto affidamento sul Capodanno per risollevarsi da una lunga crisi, si è trovata invece a pochi giorni dal 31 dicembre a dover stravolgere i propri piani.

Il trenino delle polemiche

Non solo le discoteche e i locali da ballo hanno dovuto chiudere i battenti, ma molti ristoranti hanno dovuto modificare le loro serate, considerando che senza il vero e proprio veglione sono state molte le persone che hanno disdetto la propria prenotazione, optando per un Capodanno in casa. Vedere in diretta su Canale 5 la festa nel teatro con tanto di trenino, e ora sapere anche che c’è stato un catering con 300 invitati, non ha fatto altro che esasperare gli animi.

Già il giorno dopo l’evento c’era stata una levata di scudi contro quanto accaduto. Non solo la politica aveva voluto dire la sua, con tanto di interrogazioni al ministro Speranza, anche le associazioni di categoria e i sindacati avevano alzato la voce. Il Sindacato Italiano Lavoratori dello Spettacolo, nell’immediato, aveva comunicato di avere intenzione di fare un esposto contro quanto accaduto e contro le parole della Panicucci che aveva incitato il pubblico a trasformare il teatro in una “discoteca”.

Il sindaco, Antonio Decaro, pur tirandosi fuori dalle polemiche sottolineando che tutto era in capo all’organizzazione e che, quindi, il Comune era estraneo ai fatti, aveva comunque spinto la Fondazione Petruzzelli a svolgere un’indagine interna per il famoso trenino, che aveva portato a sanzionare la ditta esterna che fornisce il personale di sala al teatro. Oltre ad aver sottolineato di essere stato il primo a cercare di far riportare l’ordine in sala, una volta accortosi di quanto stava accadendo. Un evento, comunque, il “Capodanno in Musica” che, al di là delle polemiche, è stato capace di far entrare nelle case degli italiani le immagini della nostra città, con un grosso ritorno dal punto di vista del marketing territoriale. Ci si augura, ora, che le polemiche possano terminare, magari con quelle che tutti chiedono a gran voce da tempo: le scuse del sindaco e dell’amministrazione comunale.

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