Bari ospedale Covid in Fiera, molti dubbi. Solo cinque pazienti in Terapia intensiva: sono tutti non vaccinati

Mercoledì 6 Ottobre 2021 di Elga MONTANI

L'ospedale Covid in Fiera del Levante continua ad essere al centro del dibattito politico e non solo a Bari. Nelle ultime settimane è tornato al centro dell'attenzione in seguito alla mancata edizione della Campionaria, in quanto la presenza della struttura all'interno dei padiglioni è stata considerata uno dei motivi che hanno impedito all'evento di svolgersi. Ma al momento, almeno a livello clinico, la presenza dell'ospedale in Fiera è ancora fondamentale, pur con la situazione dei contagi che sembra ormai essersi stabilizzata. I ricoverati Covid a Bari, al momento, sono infatti 40, di cui 25 sono ospitati proprio in Fiera. Cinque sono ricoverati in terapia intensiva, sono intubati e necessitano di ventilazione meccanica, mentre gli altri sono in subintensiva respiratoria, ovvero con maschera d'ossigeno. L'età media dei ricoverati si aggira tra i 60 e i 65 anni, anche se un paziente ha 38 anni.

 

Il quadro


I ricoverati in terapia intensiva sono tutti non vaccinati, mentre tra quelli in subintensiva ci sono quattro soggetti vaccinati di cui alcuni con doppia dose. I pazienti vaccinati mostrano un quadro clinico meno preoccupante degli altri, una sintomatologia più lieve e rispondono meglio alle cure. «Se ci fossero stati altri posti letto, l'ospedale Covid in Fiera non sarebbe esistito sottolinea il direttore medico di presidio, dottor Antonio Daleno grazie al reparto in Fiera del Levante, il Policlinico di Bari e il resto degli ospedali della provincia di Bari hanno ripreso a fare le attività non Covid in modo ordinario, anzi anche più dell'ordinario avendo aumentato l'iter di produzione per recuperare il tempo perso».


L'entrata in funzione lo scorso marzo del presidio in Fiera ha permesso, infatti, di liberare posti letto al Policlinico in modo da permettere al nosocomio di riprendere le attività programmate, quelle oncologiche, quelle di routine e tutte le altre. Inoltre, tutte le strutture del barese ora risultano essere non più utilizzate per il Covid, potendo dare offerta assistenziale ai pazienti. E in merito all'utilizzo del personale Daleno sottolinea: «Noi, pur essendo un presidio a sé, facciamo capo all'azienda ospedaliero universitaria del Policlinico, e abbiamo un'organizzazione flessibile tra le due strutture. Il personale del Policlinico di Bari, in base alle necessità, e in base al numero di occupazione dei posti letto, si sposta o verso la Fiera o verso il Policlinico».

La situazione Covid è, al momento, in una fase stabile, i casi non sono in aumento e di conseguenza anche i ricoveri non registrano numeri eccessivi, anche se a partire da agosto la situazione è cambiata rispetto a giugno-luglio, periodo che ha visto il minor numero di ricoveri Covid. Dopo il picco registrato ad aprile, quando erano stati 132 i posti letto occupati in Fiera, di cui 52 in terapia intensiva, oggi si assiste ad un andamento ad ondata, ovvero si passa da settimane con zero ricoveri, ad altre in cui se ne registrano anche dieci, come accaduto la scorsa settimana. «Al momento è molto difficile prevedere come andranno le cose nel prossimo futuro - sottolinea il direttore di presidio - La speranza è che i ricoveri si riducano sempre più grazie alle vaccinazioni, cosa che si sta già verificando. Lo scorso ottobre eravamo già in una situazione critica, ma non c'erano i vaccini. Oggi la Puglia vanta una percentuale di vaccinati molto alta, di conseguenza ci auguriamo che i ricoveri diminuiscano ancora con l'aumentare delle persone vaccinate».
I vaccini stanno quindi incidendo positivamente sui ricoveri nei nosocomi di Bari, e anche in quello in Fiera. Ma nonostante i vaccini, i posti letto del presidio sono ancora occupati. Nota positiva, da sottolineare, è che i vaccinati che per sfortuna si contagiano, hanno la fortuna di reagire meglio alle cure e di rimanere in ospedale per meno tempo. Senza vaccinazione il tempo medio di degenza è pari a tre settimane, mentre i vaccinati restano circa una settimana. Tempi che riducono non solo le problematiche dei pazienti, ma anche i costi supportati per la degenza del paziente in ospedale. «Per noi ad oggi la vaccinazione, insieme all'uso della mascherina e al distanziamento sociale, risulta essere l'unica arma vincente contro il Covid», conclude il dottor Daleno.

Ultimo aggiornamento: 7 Ottobre, 08:21 © RIPRODUZIONE RISERVATA