Bari, ritrovati gli ori di San Nicola rubati nella Basilica

La polizia davanti alla Basilica
La polizia davanti alla Basilica
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Sabato 26 Marzo 2022, 17:12 - Ultimo aggiornamento: 20:26

Nel quartiere popolare di Japigia a Bari la polizia ha ritrovato l’anello sacro, le tre sfere con l’evangelario e il medaglione con una fiala della cosiddetta “manna”, rubati alla Statua di San Nicola nella notte tra lunedì e martedì scorsi. Il casolare è lo stesso dove la polizia ha trovato il 48enne tunisino Farid Hanzouti, in carcere perché ritenuto responsabile del furto con scasso avvenuto nella Basilica di San Nicola.

Bari, gli ori di San Nicola: «Furto su commissione». E il presunto ladro resta in carcere

I retroscena

L'oro  tornerà presto tra le mani del santo per essere custodito nella Basilica nel cuore di Bari vecchia. Gli oggetti sacri sacri sono stati ritrovati sotterrati in una campagna nel quartiere Japigia di Bari, alle spalle del casolare dove si nascondeva anche il presunto ladro. Colui che secondo i poliziotti e la procura è l'autore del furto sacrilego, commesso nella notte tra il 21 e il 22 marzo.  Gli inquirenti ritengono di aver raccolto prove schiaccianti sull'uomo arrestato: fotogrammi della notte del furto all'esterno della Basilica, impronte digitali, denaro e oggetti trovati nel casolare dove si nascondeva e ora anche la refurtiva ritrovata nello stesso luogo. Il caso sembrerebbe chiuso. Eppure c'è un aspetto ancora da chiarire: come mai un parcheggiatore abusivo senza fissa dimora aveva 1.750 euro in contanti. Se al momento del ritrovamento delle banconote, lo stesso giorno in cui il 48enne è stato fermato, l'ipotesi era che si trattasse del provento della vendita degli oggetti sacri, con il loro ritrovamento il sospetto è che quei soldi costituissero l'acconto di un furto fatto su commissione. Le indagini, quindi, continuano e si concentreranno ora sul telefono del presunto ladro. Seguendo le celle agganciate nelle ore successive al furto dal cellulare del 48enne, gli investigatori sono arrivati al luogo dove era nascosta la refurtiva.

Accertamenti sui tabulati

E potrebbero essere gli ulteriori accertamenti sui tabulati a condurli all'eventuale mandante del colpo. Quel che conta, per il momento, è che sono ormai al sicuro quegli oggetti così identitari non soltanto del santo di Myra patrono di Bari ma della stessa città, l'anello di oro sfilato dal dito della statua, e soprattutto l'evangeliario con le tre sfere in argento, che è stato rinvenuto leggermente danneggiato, oltre al medaglione contenente una fiala della sacra manna. Portati via nel cuore della notte da un uomo che, come documentato dalle telecamere di videosorveglianza, scavalcando la grata accanto alla torre campanaria, dove ha lasciato anche una impronta digitale, è entrato in chiesa sfondando una porta laterale in legno e lì riempiendo uno zaino con le monete che erano custodite nelle cassette delle offerte nella navata e nella cripta e con gli oggetti sacri presi dalla teca del santo, per poi fuggire in sella ad una bicicletta, zaino in spalla.

Lo zaino del presunto ladro

Quello stesso zaino che oggi è stato trovato sotterrato sul retro del casolare dove si nascondeva Farid, in una zona con erba alta e difficile da scovare. All'interno della baracca, invece, già nei giorni scorsi i poliziotti avevano trovato altri oggetti sospetti, come «alcuni monili in argento con incisioni in alfabeto cirillico, circostanza pienamente compatibile - secondo il gip che ha convalidato il fermo del 48enne disponendo che resti in carcere - con il trafugamento di doni dei fedeli russi ortodossi, comunemente offerti in omaggio al santo durante le visite nella Basilica».

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