Nodo ferroviario, altro stop: per i giudici l’autorizzazione paesaggistica è illegittima. Pronto il ricorso della Regione

Adesso sono a rischio 204 milioni di fondi Pnrr

Nodo ferroviario, altro stop: per i giudici l’autorizzazione paesaggistica è illegittima. Pronto il ricorso della Regione
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Mercoledì 23 Novembre 2022, 22:06

Un terremoto ieri si è abbattuto su un’opera Pnrr e avrà fatto tremare i polsi di quanti davano già per scontata la realizzazione dell’infrastruttura di dimensioni imponenti come il Nodo ferroviario di Bari, tratta Bari Centrale - Bari Torre a Mare, così come progettato e finanziato in buona parte con i fondi europei, in totale 204 milioni. E si tratta di polsi importanti come quelli di Rete Ferroviaria Italiana, Regione Puglia, ministero della Cultura, presidenza del Consiglio dei Ministri, ministero delle Infrastrutture, Soprintendenza Archeologica Belle arti, Città Metropolitana per citarne alcuni. Un’opera che, una volta realizzata, trasformerà tutta la parte sud della città fino a Torre a Mare, che libererà dai binari interi quartieri come Japigia e Madonnella, ma che forse impatterà pesantemente su aree di indubbio valore paesaggistico, ambientale, storico e archeologico come Lama San Giorgio.

La decisione del Tar

Ebbene il Tar di Puglia che ha tenuto l’udienza di merito il 16 novembre scorso, ieri ha reso nota la sentenza con cui in pratica si dice stop al progetto di Rfi del Nodo ferroviario. 
È chiaro ora ci saranno ricorsi e via dicendo, ma intanto il Tar di Puglia, unico in Italia, ha detto no ad un’opera finanziata con i fondi del Pnrr. Ma i giudici non hanno certo agito per impeto ambientalista, hanno soltanto annullato l’autorizzazione paesaggistica della Regione Puglia resa sul progetto del Rfi. E l’autorizzazione paesaggistica è la madre di tutto ciò che è scaturito dopo. I giudici amministrativi, presidente Orazio Ciliberti, sanciscono l’annullamento, previa sospensione dell’efficacia della deliberazione della Giunta Regionale 15 febbraio 2022, n. 130 denominata Infrastruttura strategica ai sensi della legge 443/2001. Nodo di Bari: Bari Sud (tratta Bari Centrale - Bari Torre a Mare). Questa autorizzazione ha poi consentito a Rfi di realizzare il progetto denominato “Variante 3SF”.

Chiesti nuovi progetti

I ricorrenti chiedono una nuova istruttoria di quel progetto. Rete ferroviaria italiana in un primo momento aveva presentato altre varianti, come la 2SF, meno impattanti rispetto a quella. Infatti la 3SF prevede il passaggio del fascio di binari a meno di 10 metri dall’abitazione della famiglia Fatone e intercetta in pieno Lama San Giorgio. Ricordiamo che il governo Draghi dopo il primo pronunciamento, in sede cautelare, del Tar di Puglia, aveva emanato un decreto legge, mai trasformato in legge, con cui si chiedeva ai tribunali amministrativi di accorciare i tempi per i pronunciamenti relativi a progetti finanziati da fondi Pnrr. Poi il 25 luglio il Consiglio di Stato aveva sancito l’interesse alla prosecuzione della procedura di variante al tracciato ferroviario, ritenendolo prevalente sull’interesse privato e i lavori erano ricominciati. Ora il Tar, entrando nel merito ha accolto e riconosciuto i diritti dei ricorrenti a difendere la loro proprietà immobiliare. Ha quindi detto che i progetti di Rfi e Italferr sono illegittimi, non possono essere realizzati in quanto manca un documento essenziale: l’autorizzazione paesaggistica. La Regione Puglia, sostiene il Tar, ha sbagliato ad emettere il provvedimento dando la possibilità a Rfi di andare avanti con il progetto. «Le cose realizzate con i fondi del Pnrr – sottolinea l’avvocato Fabrizio Lofoco del Comune di Noicattaro - devono essere legittime, non vogliamo spendere i soldi per il gusto di spenderli. Rfi ha tirato fuori vecchi progetti non adeguati al Pptr (Piano paesaggistico territoriale regionale) né alla situazione paesaggistica acclarata, non tengono conto di quanto accaduto ora.

Bisogna procedere con progetti nuovi e non tirati fuori dai cassetti polverosi. Per la prima volta in Italia il Tar blocca il Pnrr. Il controllo penetrante della giustizia amministrativa arriva anche di fronte a giganti come Rfi Italferr. Il comune di Noicattaro tutela il suo ambiente». «Ci ho sempre creduto – commenta a caldo Maria Teresa Fatone, uno dei proprietari - è vero c’è l’interesse del proprietario ma i miei genitori hanno sempre custodito quel luogo come luogo di natura aperto a tutti. Ci auguriamo anche che a qualcuno di Rfi venga in mente di valutare un’alternativa e realizzarla per il bene di tutti e della città di Bari, che deve essere liberata dai binari. L’alternativa più economica e pratica può essere realizzata». 
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