Bari, neonata morta dopo un parto ritardato a causa di un litigio tra medici: tre condanne

Bari, neonata morta dopo un parto ritardato a causa di un litigio tra medici: tre condanne
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Martedì 8 Marzo 2022, 19:36 - Ultimo aggiornamento: 9 Marzo, 07:32

Una neonata morta per colpa di una lite tra dottori: è questa l'accusa pesantissima. La gup del Tribunale di Bari Valeria Isabella Valenzi ha condannato per omicidio colposo tre medici dell'ospedale Di Venere di Carbonara, al termine del processo, celebrato con rito abbreviato, sulla morte di una neonata avvenuta il 2 maggio 2016 a causa di un ritardo nel parto cesareo dovuto, secondo l'accusa, ad un litigio per l'utilizzo della sala operatoria.

Le condanne

Sono stati condannati a 1 anno di reclusione, con pena sospesa, i due ginecologi Vito Partipilo e Carlo Campobasso e a 8 mesi di reclusione (pena sospesa) l'anestesista Antonio Simone. La gup ha assolto «perché il fatto non costituisce reato» il primario di chirurgia generale Francesco Puglisi, assistito dall'avvocato Michele Laforgia.

Stando alle indagini dei carabinieri del Nas, coordinate dal pm Gaetano de Bari, quel giorno le sale del reparto di ostetricia erano tutte occupate: quando i sanitari si sono accorti della sofferenza fetale e hanno disposto un cesareo d'urgenza, si sono rivolti al vicino reparto di chirurgia generale dove però era programmato un altro intervento.

A quel punto ci sarebbe stato tra i medici dei due reparti un litigio sull'utilizzo della sala, di fatto ritardando il cesareo di oltre un'ora. Nell'attesa la donna, pronta per il parto, sarebbe rimasta senza monitoraggio e quando la bambina è stata finalmente fatta nascere era già in grave sofferenza per asfissia cardiaca dovuta al cordone ombelicale stretto attorno al collo. La gup ha condannato i tre medici ritenuti responsabili anche al risarcimento danni, da quantificarsi in sede civile, nei confronti delle parti civili costituite: i nonni della neonata (mentre i genitori sono già stati risarciti), assistiti dall'avvocato Felice Petruzzella, e la Asl di Bari difesa da Giuseppe Modesti.

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