Bari, sui muri della scuola Vittorio Veneto scritte contro Emiliano e Lopalco: «Basta vandalismo»

Bari, sui muri della scuola Vittorio Veneto scritte contro Emiliano e Lopalco: «Basta vandalismo»
di Enrico FILOTICO
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Venerdì 13 Agosto 2021, 08:28

È stata ancora una volta imbrattata la scuola elementare Vittorio Veneto, vittima in troppe circostanze della violenza nei gesti di alcune persone noncuranti di cosa una scuola significhi. Tanto più dopo due anni di pandemia in cui si è provato, a fatica, a riportare l'istruzione al centro del dibattito pubblico. Il vandalismo è uno di quei terreni di scontro in cui ci si gioca la partita della crescita di un territorio. Alle amministrazioni comunali possiamo chiedere molto, anzi moltissimo. Dalle associazioni si può avere dedizione, l'impegno di cittadini che senza nulla in cambio scendono in campo per la loro città. In prima persona. Il resto poi è una questione di civiltà.
Questa volta sulla facciata della scuola elementare sono comparse scritte contro il Presidente della Regione Puglia Emiliano, reo di aver sostenuto la campagna vaccinale e di averne sottolineato l'importanza. Una vera beffa per chi come lui solo nel 2017 offriva sostegno ai cittadini che volevano proporre ricorso contro l'obbligo vaccinale, inserito in quell'anno con la legge 119. Non solo l'ex sindaco di Bari, nel mirino dei contestatori anche l'assessore alla Sanità pugliese Pier Luigi Lopalco. I due volti della lotta al Covid, finiti sotto l'effige di nazisti perché responsabilmente provano ad orientare l'opinione pubblica verso i vaccini. E la facciata di una scuola, nel pieno centro della città, diventa un muro su cui scrivere contro i vaccini, rovinando, di conseguenza, il decoro dell'intera struttura in pochi minuti.

L'associazione


«Purtroppo il vandalismo è fuori controllo, con pochi euro ognuno si sente di poter distruggere tutto in città - racconta Fabrizio Milone, referente del progetto che Retake Bari ha presentato al dirigente scolastico dell'istituto Leonardo Caramia -. Nella galassia infinita di vandali hanno fatto il loro esordio anche i no vax. La scuola è stata presa di mira da tempo e già ci eravamo messi d'accordo da tempo con il Dirigente scolastico. Con la comunità georgiana che frequenta la vicina chiesa russa, volevamo fare un murales con un'artista che si chiama Daniela Giarratana e poi faremo un'azione con dei volontari. Magari nel mese di settembre». Un tentativo, l'ennesimo da parte di Retake, di restituire ai baresi quello che i baresi distruggono.

«Può un edificio che ospita un asilo nido e una scuola dell'infanzia comunali essere vandalizzato in questo modo? - avevano scritto i volontari dell'associazione dalla pagina Facebook - Può un luogo dove si imparano rispetto ed educazione presentarsi cosí ai bambini? Noi non ci stiamo e insieme alla scuola, ai volontari di retake e CIAO VINNY 23 e alla comunità che frequenta la chiesa russa e i giardini della chiesa, riporteremo a nuovo la facciata della scuola Vittorio Veneto facendo anche un murale che si spera tanga alla larga i vandali. Se vi piace l'idea fate una donazione o inoltrate il post e taggate un amico che vive in zona».

I progetti e le idee


In queste ore sono stati prodotte delle bozze digitali in cui sono costruiti i progetti che i volontari vorrebbero mettere in campo. Il tema del vandalismo in città ha una forte incidenza, tanti sono i luoghi su cui l'amministrazione comunale deve tornare anche a distanza di pochi giorni dagli interventi. È il caso del playgorund costruito sotto il ponte adriatico, distrutto due volte in pochi giorni. Quando fu rilevata la prima rottura l'assessore allo sport Pietro Petruzzelli denunciò su Facebook l'accaduto, credendo di sensibilizzare i cittadini «Non so se sono stati dei vandali o qualche fenomeno che sentendosi Lebron James si è appeso dopo una schiacciata scrisse chi l'ha fatto però non sta dando la possibilità in questi giorni a tanti ragazzi di divertirsi giocando a basket su quel campetto. Noi abbiamo ordinato i nuovi canestri e posizioneremo dei tabelloni in metallo sperando che resistano anche all'idiozia umana».
La battaglia andò perduta. Non è stato possibile mantenere per più di quindici giorni la struttura in condizioni decenti che qualcuno ha avuto la necessità di tirare giù ancora una volta il canestro. Quello che troppe volte passa sottotraccia è il lavoro che ogni intervento comporta, «Sono render ogni volta che proponiamo un progetto dobbiamo fare il prima e dopo per i permessi-  spiega Milone di Retake - Molti non sanno cosa ci sia dietro un azione Retake. Si crede che sia sufficiente comprare pitture e pennelli».

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