Un molo per i mega yacht: sorgerà nell'area di San Cataldo. Ecco il progetto

Martedì 3 Maggio 2022 di Samantha DELL'EDERA

Una nuova banchina per le navi della guardia costiera e un molo turistico capace di ospitare mega yacht da 100 metri. Avviato il progetto di fattibilità per la rinascita del molo di San Cataldo, sviluppato dal dipartimento tecnico dell’Autorità del Sistema portuale del mare Adriatico Meridionale, ieri è arrivato il via libera alla variante da parte del comitato di gestione dell’ente. Si tratta di un passo fondamentale per poter procedere con le progettazioni. Come spiega il presidente dell’Autorità portuale, Ugo Patroni Griffi. «Prima quell’area era indicata come “industriale”, là arrivavano i tubi degli idrocarburi dalla Stanic. La variante era necessaria – precisa - proprio per permettere lo sviluppo di questo nuovo progetto più turistico oltre che funzionale alla guardia costiera». 

I prossimi step

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Il prossimo passo sarà l’appalto dello studio di ingegneria per il progetto definitivo. Successivamente si procederà alla gara per l’esecutivo e all’affidamento dei lavori che dovrebbero durare due anni. L’intervento da 36 milioni di euro ha il duplice obiettivo di potenziare le infrastrutture asservite alla sede logistica del Corpo delle Capitanerie di Porto e, contemporaneamente, realizzare un bacino da destinare alla nautica da diporto.
Il bacino portuale, attualmente sottoutilizzato, avrà dunque nuove e strategiche funzioni che si incardinano in un ampio e complessivo progetto finalizzato al rilancio infrastrutturale e multimodale di tutto il porto di Bari, per valorizzarne le potenzialità economiche, commerciali e turistiche, attraverso la creazione di una ricucitura funzionale e fisica tra porto e città. «Stiamo ridisegnando totalmente il porto di Bari e tutti i suoi ambiti- prosegue Patroni Griffi - secondo una visione complessa, improntata sulla sicurezza, la funzionalità e l’operatività, attraverso la realizzazione di infrastrutture ecosostenibili e modernissime che trasformeranno lo scalo in un hub polifunzionale e baricentrico nel Bacino del Mediterraneo». 

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«Un’opera significativa - continua Patroni Griffi-che ci consente di sfruttare, nei tempi dettati, il finanziamento intercettato e di generare plurime economie a vantaggio del porto, della città e della regione». Nella variante adottata è prevista la realizzazione di tre nuovi punti di ormeggio, per la lunghezza di circa 400 metri, e di piazzali relativi da destinare a volumi edilizi al servizio del Comando generale del Corpo delle Capitanerie di Porto. La superficie di ingombro è di 11.285 metri quadrati, di cui 60.361 costituiscono la superficie dello specchio acqueo interno.


La conformazione delle banchine determinerà, infatti, uno specchio acqueo delimitato a sud-ovest ed a sud-est dalle nuove opere, a nord-ovest dal molo esistente mentre a nord-est sarà realizzato un pennello di protezione dello stesso; le superfici risultanti potranno essere dedicate ad una marina (porto turistico), con anche alcuni ormeggi per mega- yacht sino a 100 metri di lunghezza.


«Ora attendiamo i privati – aggiunge il presidente dell’Autorità portuale – affinché presentino manifestazioni di interesse per realizzare e gestire il porto turistico. Al momento si sono presentati in diversi interessati a questo tipo di discorso ma presto illustreremo il progetto ad una comunità di investitori ancora più ampia». A Bari è previsto per l’autunno l’Adriatic Sea Forum, organizzato per la prima volta nel capoluogo regionale. «Sarà una grande occasione per fare conoscere le varie opportunità di investimento sul nostro porto perché arriveranno specialisti da tutto l’Adriatico», conclude Patroni Griffi.
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