«Il giudice di Bari e le mazzette prese dall'avvocato»: via all'udienza preliminare

Mercoledì 22 Settembre 2021

Mazzette per 77.500 euro per accogliere le richieste di attenuare le misure cautelari emesse a carico di appartenenti alla mafia del Nord della Puglia: via all'udienza preliminare dell'inchiesta della Procura di Lecce che il 24 aprile scorso portò all’arresto del giudice dimissionario del Tribunale di Bari, Giuseppe De Benedictis, e dell’avvocato Giancarlo Chiariello, 70, anche lui barese. Ed al ritrovamento di un milione e 200mila euro. Undici in tutto gli imputati per i quali hanno chiesto il rinvio a  giudizio i pubblici ministeri Roberta Licci ed Alessandro Prontera con il procuratore Leonardo Leone de Castris. Udienza il 5 ottobre con il giudice Laura Liguori per stabilire se dovranno essere processati o se saranno accolte le richieste di non luogo a procedere delle difese.

Armi

Tempi rapidi, dunque, per questo caso che vede l'ex giudice e l'avvocato Chiariello sottoposti ancora alle misure cautelari (ai domiciliari, De Benedictis è in carcere per le armi). Stralciato intanto  il fascicolo che sta accertando se oltre ai quattro episodi contestati nell’inchiesta madre, il magistrato sia sceso a patti con altri avvocati o imputati in cambio di somme di denaro o di altri vantaggi. Procedono invece autonomamente le indagini sul ritrovamento dell’arsenale di armi fatte custodire - questa l’accusa - dal giudice De Benedictis nella masseria di Andria dell’imprenditore Antonio Tannoia (indagato anche il caporal maggiore dell’Esercito, Antonio Serafino).

Gli imputati

È circoscritta ai soli episodi del blitz di fine aprile l’inchiesta madre per corruzione in atti giudiziari, con l’aggravante dell’agevolazione delle associazioni mafiose. Con il giudice dimissionario e l’avvocato sono imputati anche Alberto Chiariello, 30 anni, di Bari, avvocato, figlio di Giancarlo; Marianna Casadibari, 45 anni, avvocatessa; Danilo della Malva, 35 anni, di San Giovanni Rotondo, collaboratore di giustizia; Roberto Dello Russo, 41 anni, di Terlizzi; Antonio Ippedico, 49 anni, di Foggia; Pio Gianquitto, 42 anni, di Foggia; Matteo Della Malva, 50 anni, di Vieste; Valeria Gala, 26 anni, di Vieste; e il carabiniere Nicola Soriano, 58 anni, di Bari.
Quattro gli episodi contestati di corruzione in atti giudiziari, uno di rivelazione del segreto di ufficio. E si riferisce, quest’ultimo, alle notizie che il carabiniere Soriano avrebbe svelato al giudice De Benedictis sui collaboratori di giustizia che stavano parlando dei suoi provvedimenti favorevoli ai clienti dell’avvocato Giancarlo Chiariello. Anche grazie al contributo di Marianna Casadibari, perché manteneva i contatti - dicono questo le carte dell’inchiesta - fra giudice ed avvocato.

L'inchiesta

Quanto alle corruzioni in atti giudiziari, il primo episodio riguarda Danilo Della Malva: l’11 marzo dell’anno scorso ottenne la revoca degli arresti in carcere per passare ai domiciliari nel comune di Vasto Marina (in provincia di Chieti) con braccialetto elettronico. Provvedimento ottenuto attraverso il versamento di 30mila euro dall’avvocato Chiariello al giudice, anche attraverso Matteo della malva (zio dell’indagato) e di Valeria Gala. Contestata l’aggravante di avere agevolato il clan mafioso di Vieste a cui apparterebbe Danilo della Malva.
Il secondo episodio riguarda Roberto Russo: il 24 giugno dell’anno scorso passò dal carcere alla comunità Airone di Trepuzzi. Questa attenuazione della misura cautelare avrebbe fatto ottenere al giudice prima 15mila e poi 18mila euro. Ed altri 4.000 euro per consentire all’indagato di essere trasferito nella comunità Spazio Esse di Bari-Loseto. Con l’aggravante di aver favorito l’associazione mafioso-camorristica di Bitonto.
E ancora. Pio Gianquitto il 16 novembre 2020 lasciò il carcere ed ottenne l’obbligo di dimora nella sua Foggia: prezzo della corruzione, 5.000 euro. Con l’aggravante di avere favorito il clan Società Foggiana.
Infine il caso di Antonio Ippedico: il 31 marzo scorso ottenne i domiciliari, 5.500 sarebbero andati per questo al giudice De Benedictis. Anche lui della Società Foggiana.

L'udienza preliminare

Questo il fronte dell’accusa. Il giudice per l'udienza preliminare valutaerà anche le tesi difensive  degli avvocati Luigi Covella, Gianfranco Schirone, Saverio Ingraffia, Raffaele Quarta, Andrea Sambati, Filiberto Palumbo, Rosita Petrelli, Marina Zanivan, Ada Rosito, Achille Stanziale, Francesco Santangelo, Michele Laforgia, Salvatore Vescera e Nicola Cavalluzzi.

Ultimo aggiornamento: 16:29 © RIPRODUZIONE RISERVATA