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La città e il piano urbanistico: il punto del sindaco Decaro sulla pianificazione futura

La città e il piano urbanistico: il punto del sindaco Decaro sulla pianificazione futura
di Benedetta DEL FALCO
4 Minuti di Lettura
Martedì 20 Settembre 2022, 05:00

«Ieri sono stati approvati i piani particolareggianti per Santo Spirito, Macchie, e Loseto di cui si discuteva da oltre 40 anni. Piani di dettaglio, nuove regole. Ho voluto chiudere così alcune cose con il passato. Stiamo facendo i calcoli per le perequazioni e non costruiremo più quartieri satelliti. Ci sono anche interventi anticipatori, riducendo i volumi. Le scelte fondamentali di questa città sono state già fatte, non le troveremo nel Pug». Bari attende il Piano urbanistico generale (Pug) da quasi 10 anni, secondo la normativa regionale dovrebbe sostituire il piano regolatore generale (Prg), e il sindaco Antonio Decaro fa il punto sul lavoro programmatico finora compiuto. 

In attesa dell’approvazione prima del Comune e poi della Regione, rimane in vigore il quarantennale Piano Quaroni. L’amministrazione si è portata avanti nelle tappe per definire il nuovo piano urbanistico generale riscrivendo il documento programmatico preliminare, il Dpp. Il documento è propedeutico al varo del Piano urbanistico generale della città, ma non ha alcun valore cogente. Sull’idea di città del futuro, gli obiettivi da raggiungere sono chiari: ricompattare il tessuto urbano, ricucire le periferie, spostare volumetrie verso il centro e liberare spazi per la forestazione urbana. E il sindaco spiega: «Penso alle varianti ferroviarie a nord e a sud, alla variante della Statale 16, ma anche alla restituzione all’uso pubblico di spazi urbani in disuso cui abbiamo associato una nuova funzione urbana, con operazioni di rigenerazione del patrimonio esistente: il Cnr nella ex Manifattura, l’accademia delle Belle arti nella ex caserma Rossani, il parco della giustizia nelle ex Caserme Milano e Capozzi. Così è stato fatto per i cosiddetti assi di penetrazione della città: e in questo caso penso all’allargamento di via Amendola, ai nuovi collegamenti delle ferrovie in concessione, o al ponte Adriatico». L’idea fondatrice del Pug fa leva sulla progettazione comunitaria, cioè si avvale delle comunità locali, perché con la modifica dell’articolo 8 del titolo V la partecipazione dal basso è un diritto costituzionale. Il valore del Pug dipenderà dunque anche dal coinvolgimento di più attori. L’aspetto complesso risiede nello sforzo di adottare una visione trasportistica, culturale, sociale, infrastrutturale, che guardi in modo olistico alla città. A tal riguardo Decaro aggiunge: «La visione d’insieme esiste ed è quella che stiamo portando avanti dalla stesura del documento programmatico preliminare al Pug. Tutte le scelte fatte in questi anni sono il frutto di politiche ben precise di cui questa amministrazione ha discusso con la città sin dal primo mandato e anche più indietro nel tempo. Il perfezionamento dello strumento urbanistico generale ha subìto le conseguenze dell’introduzione, dal 2015 in poi, delle leggi regionali sull’edificazione in deroga che ha reso complesse le attività di aggiornamento dei piani urbanistici generali e ne ha rallentato il perfezionamento. Gli effetti delle leggi regionali sul piano casa sono noti a tutti così come gli strascichi giudiziari ed i contenziosi costituzionali che, certo, non hanno conferito stabilità al quadro normativo di riferimento». Le grandi pianificazione per il Pnrr come Costa sud sono state approvate secondo un quadro chiaro all’amministrazione, rispettoso del Dpp, ma di fatto non disciplinate secondo un nuovo piano urbanistico generale, non ancora aggiornato. Alcuni di questi progetti sono stati definiti anticipatori. Ma in realtà anticipano solo gli intenti di un piano urbanistico non ancora pubblicato, dunque non visibile e fruibile per i cittadini e costruttori, non ancora in vigore. Riguardo i cambiamenti che riguarderanno il Pug rispetto al piano Quaroni, dal Comune fanno sapere che il nuovo Pug prevede una sostanziale «riduzione delle previsioni insediative del precedente Prg, rivelatesi in eccesso rispetto alle effettive necessità territoriali, tenuto conto dell’andamento demografico della città. L’introduzione nel 2019 della legge regionale ha fornito utili spunti per disciplinare i meccanismi di gestione di transizione dal vecchio strumento urbanistico al nuovo, attraverso una più precisa definizione dei meccanismi di perequazione e misure premiali».

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