Ingressi a scuola, a Bari è braccio di ferro. E i presidi scrivono al prefetto

Ingressi a scuola, a Bari è braccio di ferro. E i presidi scrivono al prefetto
di Enrico FILOTICO
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Mercoledì 15 Settembre 2021, 05:35

Non è servito l’inizio delle scuole per mettere a tacere il dibattito che ha accompagnato in queste settimane l’apertura dei cancelli, l’anno della formazione comincia all’insegna di dubbi e proteste. Il primo gesto è quello del prossimo venerdì, giorno in cui a Bari si terrà il sit-in di professori e presidi in aperta contestazione con la decisione della Prefetta Antonella Bellomo.

Alla base della protesta il doppio turno di ingresso a scuola

Una protesta annunciata già da due giorni, a cui hanno aderito le organizzazioni sindacali di categoria. Alla base del tutto c’è il doppio turno di ingresso a scuola, che continua a non trovare il favore - come abbiamo raccontato negli ultimi giorni - da diversi soggetti interessati.

In queste ore è arrivata la nota dall’associazione dei presidi in cui chiedono un «incontro urgente» per «valutare attraverso il confronto se esistano le possibilità di rendere più flessibili gli obblighi previsti dal documento operativo, sulla base di una valutazione e di un monitoraggio delle situazioni o delle singole scuole e dei singoli territori». La richiesta trasmessa alla Prefetta di Bari, Antonia Bellomo, arriva da 55 dirigenti di licei, istituti tecnici e professionali dell’area metropolitana di Bari. Il riferimento è al piano operativo varato nei giorni scorsi dalla Prefettura che prevede il doppio turno di ingresso: alle 8:00 il 75% degli studenti, alle 9.40 il restante 25%, per rispettare il limite dell’80% di capienza a bordo dei mezzi di trasporto.

Le ragioni dei dirigenti


Nella lettera, i presidi evidenziano che «vi sono scuole che prevedono l’uscita dopo 5 ore, altre dopo 6, altre dopo 7 ore di lezione» e «lo scaglionamento dell’ingresso determinerebbe che gli studenti escano oltre le 15 per i licei, oltre le 17 per gli istituti professionali». Secondo i dirigenti questo implica un problema relativo al «tempo di studio e di lavoro a casa».

«Infatti, gli studenti pendolari - spiegano - rientrerebbero a casa nel pieno o tardo pomeriggio. Come si può presumere che possano svolgere il proprio dovere scolastico di studio individuale? Garantiremmo così il diritto alla presenza a scuola, ma non il diritto allo studio». Nel documento i presidi evidenziano poi «l’impossibilità» con i doppi turni «di svolgere attività didattiche pomeridiane» e la necessità di «riduzione delle ore d’insegnamento, passando da 60 minuti a 50 o 55 minuti per ora», per un totale di «180 ore all’anno» per i soli licei, «più di un mese di scuola - dicono - sottratto quest’anno agli studenti che dovrebbero invece anche recuperare il non poco tempo perduto negli ultimi due anni scolastici». 

La differenza tra istituti

Il problema dei trasporti è bene chiarire che nella città di Bari interessa solamente le scuole superiori, per medie ed elementari invece ci ha pensato il comune ad intervenire. «Per le scuole di competenza comunale non abbiamo doppi turni – ha commentato Paola Romano, assessore alle politiche giovani della giunta guidata da Antonio Decaro -. Noi abbiamo chiuso degli accordi con le aziende private che hanno messo a disposizione gli scuolabus». Anche per le scuole dei più piccoli la regola principale rimane invariata: capienza limitata. «Abbiamo cambiato il contratto con gli scuolabus, negli scorsi giorni infatti il documento è passato dalla giunta comunale – ha continuano Romano -. Le regole sono rimaste invariate e noi abbiamo solo continuato con quanto fatto sul finire dell’anno 2020/21, capienza non superiore all’80% e doppia igienizzazione giornaliera».

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