Le mani dei clan sulle slot e il gioco d'azzardo: decine di arresti. C'è anche il nipote imprenditore del boss

Giovedì 9 Gennaio 2020
I clan gestivano le slot machine e il gioco d'azzaro. Lo ha accertato la Guardia di finanza che, questa mattina, ha dato esecuzione a 36 ordinanze di custodia cautelare in carcere per altrettante persone, ritenute affiliate agli storici clan di Bari Anemolo, Strisciuglio e Capriati. L’inchiesta, coordinata dalla Dda di Bari, ha permesso di accertare l'interesse delle organizzazioni criminali nell'installazione e nella gestione degli apparecchi di intrattenimento nei negozi e nelle sale gioco in città.

Gli uomini del Nucleo di polizia economico-finanziaria di Bari e quelli del Gico, che hanno portato avanti l'operazione “Gaming Machine” e le indagini, hanno anche sequestrato beni per un valore totale di 7,5 milioni di euro. In manette è finito anche l'imprenditore Baldassarre D'Ambrogio, socio di alcune società attive nel settore e nipote del boss Nicola D'Ambrogio, ritenuto proprio fra i reggenti del clan Strisciuglio.

Agli indagati, in totale 49, sono contestati, a vario titolo, i reati di illecita concorrenza con violenza e minaccia, con l'aggravante del metodo mafioso, estorsione, riciclaggio, usura, contrabbando di sigarette e detenzione abusiva di armi clandestine. I fatti contestati risalgono agli anni dal 2012 al 2019. L'ordinanza d’arresto è stata emessa dal gip del Tribunale di Bari Giovanni Abbattista.

«Compiacimento e plauso» sono stati espressi dal presidente della Regione, Michele Emiliano, che ha lodato «l’ottimo lavoro svolto dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Bari e dal G.I.C.O nell’operazione portata a temine questa mattina. Dobbiamo continuare su questa strada, che è quella giusta, perché la rete della legalità prevalga su quella del crimine». Ultimo aggiornamento: 13:40 © RIPRODUZIONE RISERVATA