Bari, la Fiera del Levante è un rebus. Nubi sul futuro dei lavoratori

Bari, la Fiera del Levante è un rebus. Nubi sul futuro dei lavoratori
di Elga MONTANI
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Venerdì 12 Novembre 2021, 05:00

Il futuro della Fiera del Levante è sempre di più un’incognita. Dopo la mancata realizzazione della Campionaria 2021 lo scorso settembre, nubi nere si addensano sui 13 lavoratori della Newco per i quali è stata richiesta, dalla Nuova Fiera del Levante, la cassa integrazione Covid per ammortizzare, almeno in parte, i costi fissi. I problemi della Fiera non nascono certo ora, e non nascono con l’emergenza pandemica, ma hanno radici ben più lontane. Da anni si parla di un rilancio della Fiera del Levante, per far sì che possa tornare ai fasti di un tempo, quando davvero era il “fiore all’occhiello” della città di Bari. 
Oggi, invece, ci si barcamena tra gli eventi che si riesce a realizzare come la fiera “Promessi Sposi” che si svolge in questi giorni, spazi espositivi ridotti causa ospedale Covid e hub vaccinale, strutture che potrebbero tranquillamente essere definite fatiscenti, e pochi coraggiosi che ancora resistono all’interno dei padiglioni, dopo l’abbandono del colosso Eataly. Nel 2017, la nascita della Newco tra Bologna Fiere e Camera di Commercio faceva ben sperare per il futuro essendosi, come si legge anche sul sito stesso della Fiera: «Delineato, in esecuzione delle disposizioni normative, il percorso di risanamento e rilancio del quartiere fieristico». 
Ma ad oggi gli investimenti promessi, soprattutto dal socio di Bologna, non si sono ancora realizzati e il futuro è sempre più incerto. 

Le partecipazioni nella società


Al momento Nuova Fiera del Levante vede per un 85% la partecipazione della Camera di Commercio, mentre il restante 15% è in capo a Bologna Fiere, che avrebbe dovuto nel tempo portare la sua parte ad un 40%, cosa al momento non ancora effettuata e, sembrerebbe, non in programma. Ma la domanda che molti si pongono in questo momento è: quale sarà il futuro della Fiera del Levante? Ad oggi si naviga a vista, considerando che gli spazi tolti dall’ospedale Covid e dall’hub vaccinale, che difficilmente verranno restituiti considerando che diverse volte il presidente Emiliano ha esternato la volontà di lasciare tali spazi dedicati alla sanità, sono ritenuti spazi vitali. Al punto che, ufficialmente, è stato richiesto alla Regione Puglia di trovare una soluzione, per far sì che i metri quadri persi vengano in qualche modo restituiti. In modo tale da poter tornare a svolgere le grandi fiere come la Campionaria, che necessitano di spazio, al momento non nella disponibilità della Fiera del Levante di Bari. 

Le indiscrezioni


Da quanto trapelato negli ultimi tempi, la Regione starebbe cercando di trovare gli spazi dove costruire nuovi padiglioni espositivi, con un investimento di almeno 50 milioni di euro. Il dubbio che hanno in molti è che, se anche si dovesse arrivare a trovare gli spazi, e i fondi per realizzare tali opere, non sarebbe comunque possibile avere tali spazi disponibili in breve tempo. E siamo già in qualche modo in ritardo se si vuole essere pronti per un rilancio della Fiera del Levante attraverso una Campionaria 2022 di grande rilievo. I sindacati stessi chiedono alla Nuova Fiera del Levante di essere realistici ed iniziare a ragionare sugli spazi disponibili, provando anche a organizzare eventi diversi, come ad esempio una fiera di primavera sulla falsariga di quel che un tempo era Expo Levante, una sorta di mini-Campionaria, che permetta alla Fiera di rimanere a galla e non affondare nell’incertezza.

Unica certezza che, invece, hanno tutti i baresi sono le condizioni in cui versano i padiglioni, eccezion fatta per quelli di nuova costruzione. In molti casi, anche solo avvicinandosi al quartiere fieristico dall’esterno, è possibile notare come i muri siano scrostati e a volte a rischio “crollo”, per non parlare di serrande arrugginite in prossimità di vecchi accessi non più utilizzati, o finestre rotte in diversi punti. 
Durante l’inverno, se ci si addentra nei viali, si assiste ad uno spettacolo impietoso, fatto di incuria ed erba alta. Senza considerare le denunce fatte lo scorso anno durante lo svolgimento della Campionaria, quando diversi cittadini segnalarono lo stato di degrado in cui versavano diversi accessi per disabili, con pali arrugginiti e in alcuni casi divelti. L’abbandono di Eataly e ciò che resta dei locali un tempo occupati dall’azienda di Farinetti sono solo l’ultimo pugno nell’occhio di quello che avrebbe dovuto essere nodo nevralgico del commercio cittadino e non solo. 


D’altronde, la stessa Eataly era arrivata in Fiera con tutt’altri presupposti, in quanto il ristorante e il mercato avrebbero dovuto creare un polo insieme a diversi altre attività, come l’ormai tristemente famoso cinema IMax mai aperto. I problemi, quindi, sono anche strutturali e, ad oggi, non si riesce nemmeno a comprendere chi dovrebbe dedicarsi a ristrutturare i padiglioni che necessitano di lavori, se la Nuova Fiera del Levante, il Comune di Bari o la Regione Puglia.

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