Estorsione, soldi in cambio di "protezione" per continuare a lavorare a San Girolamo: cinque arresti

Il lungomare di Bari
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Lunedì 1 Agosto 2022, 10:15 - Ultimo aggiornamento: 2 Agosto, 15:03

Cinquemila euro per «proteggere» un'attività ricettiva in fase di avvio sul lungomare di San Girolamo, a Bari, e necessari al sostentamento dei sodali detenuti: su richiesta della Direzione distrettuale antimafia, il gip del capoluogo barese ha emesso cinque ordinanze di custodia cautelare in carcere, eseguite stamani dalla Polizia.

Tentata estorsione

I cinque uomini arrestati - Cosimo Caputo detto "Mino", Andrea De Giglio, Felice Novelli, Michele Schiavone, Tommaso Valerio -  ritenuti appartenenti «a un sodalizio malavitoso di tipo mafioso», operante nel quartiere San Girolamo, sono accusati di tentata estorsione con l'aggravante del metodo mafioso. Durante le indagini, gli investigatori hanno scoperto che uno dei cinque uomini arrestati durante il primo incontro avuto con la vittima della tentata estorsione aveva detto: «...tu sei di San Girolamo? Sai come funziona qua?... Qua funziona che qualunque negozio apre deve dare un regalo a noi, perché abbiamo le persone in galera, dopo tu… Puoi continuare a lavorare tranquillo…».

Il sindaco Decaro

«Le prime notizie relative all'indagine che ha portato oggi agli arresti di San Girolamo sono l'ennesima dimostrazione della presenza dello Stato e delle attività di controllo e presidio costante sul territorio – commenta il sindaco Decaro -. La pratica estorsiva purtroppo è ancora un fenomeno molto diffuso in città. La rassegnazione o, peggio, l'omertà non sono certo la soluzione anche perché non giovano a nessuno. In tanti casi ho denunciato episodi di questo tipo. Fatti che mi venivano raccontati da vittime spaventate dalle conseguenze di una eventuale denuncia o ritorsione in caso di mancata accettazione della richiesta estorsiva. A quell'atto di fiducia nei miei confronti ho sempre pensato fosse giusto rispondere con una denuncia circostanziata alle Forze dell'ordine, ma anche con una denuncia pubblica, correndo il rischio che le parole del sindaco potessero far apparire un po' meno "tranquilla" la nostra città, ma con la certezza che l'ottimo lavoro delle Forze dell'ordine e della magistratura avrebbe aiutato la città a liberarsi dal giogo asfissiante della pratica criminale del pizzo, che soffoca fino a uccidere qualsiasi intraprendenza economica. Oggi i commercianti e gli operatori economici  di San Girolamo, e del resto della città, dovrebbero sentirsi più liberi di fare impresa senza, tuttavia, abbassare la guardia, perché dobbiamo continuare a lavorare insieme, denunciando e cercando di stare vicini a chi si ribella. La strada è ancora lunga ma giornate come questa aprono il cuore alla speranza».

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