Bari, inseguimenti e spari: al San Paolo la mafia si contende la piazza

Lunedì 21 Marzo 2022

Due feriti (23enne lui, appena 15enne lei) al culmine di un vero e proprio agguato di stile mafioso in un contesto di nuovi e sempre fragili equilibri. Nel popoloso quartiere San Paolo di Bari, dove è operativo il clan mafioso Strisciuglio (le loro mire espansionistiche nei confronti di nuove piazze dove operare con i propri traffici illeciti sono sempre state le linee d'azione principali), la criminalità torna a farsi sentire e a sparare.

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L'allarme criminalità

E l'allarme in città, dove la Direzione Investigativa Antimafia, nell'ultima relazione semestrale, ha evidenziato «un contesto criminale in continua evoluzione caratterizzato da frequenti spaccature anche interne, sì da far ritenere tuttora sussistente una struttura orizzontale di tipo camorristico al cui interno nuovi soggetti sarebbero sempre pronti a rimpiazzare quelli neutralizzati dall'azione di contrasto dello Stato o da sanguinose faide», torna alto.
Di sicuro, però, i tre inseguimenti da parte delle forze dell'ordine a pregiudicati baresi, che in due casi erano armati (fra il 27 settembre e il 1 ottobre dello scorso anno) e il ferimento di Nicola Cassano (cinque mesi dopo, il 19 marzo), all'interno dello stesso quartiere storicamente sotto il controllo del gruppo retto da Domenico Strisciuglio, sono sintomo di un clima di forte fibrillazione. Da viale Europa in poi, il principale ingresso del quartiere, il clan Strisciuglio è «operativo tramite il gruppo Telegrafo», secondo i detective dell'Antimafia in quello che ha tutta l'aria di essere soltanto un accordo, non una sinergia. Ma nello stesso rione, si legge nell'ultima relazione presentata al Parlamento, «è attivo anche il gruppo Misceo legato fino al 2016 agli Strisciuglio (a gennaio di quell'anno scoppiò una maxi rissa nel carcere di Bari che coinvolse uomini delle due fazioni, nda) in virtù dell'alleanza con le famiglie Montani e Telegrafo». Al quartiere San Paolo, il clan Strisciuglio, originatosi nella città vecchia di Bari e sviluppatosi, con inarrestabile sete di conquista, anche nei quartieri Carbonara, San Girolamo e Libertà, convive da anni con le fibrillazioni interne per l'egemonia mafiosa sul territorio che sinora si sta combattendo con un basso profilo, con qualche guizzo sopra le righe a suon di colpi di pistola.

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La situazione, tuttavia, è attentamente monitorata dai carabinieri e dalla Polizia di stato, che stanno tenendo sotto controllo i movimenti di noti pregiudicati della zona, i loro spostamenti, le vecchie e soprattutto le nuove frequentazioni per ricostruire le alleanze in divenire.

I precedenti

È il 1 ottobre dello scorso anno, quando in due, in sella ad una Kawasaki, quando capirono che una volante della Polizia di Stato della Questura di Bari li aveva ormai nel mirino, tentarono una fuga disperata perché avevano un fucile a pompa e un kalashnikov, completi di caricatore e cartucce, nascosti in un borsone abbandonato nel tentativo di dileguarsi. L'inseguimento spericolato per le strade del rione San Paolo, iniziato in viale Europa, culminò in via Granieri con una caduta: i due, vistisi la strada ormai sbarrata da una seconda pantera, persero il controllo della moto e finirono con la faccia sull'asfalto. Uno di loro si rialzò e riuscì a fuggire a piedi mentre l'altro, Gianluca Allegrini, 28 anni, già censito per droga e reati contro il patrimonio e ritenuto vicino ad esponenti del clan mafioso Strisciuglio, fu arrestato. Solo 24 ore prima un 28enne era stato denunciato per non essersi fermato con l'auto all'alt e aver tentato di eludere in ogni modo il controllo di polizia. Il 27 settembre, infine, i Carabinieri arrestarono in flagranza di reato un 27enne con precedenti di polizia che girava in auto con una pistola calibro 9 carica e pronta a sparare. E risale a sabato sera l'aggressione, sempre per le strade del quartiere San Paolo, in cui è rimasto gravemente ferito «Lo sciacallo». Inseguimenti, arresti e ora anche un agguato. E tutto sembra portare nella stessa direzione: un clima di fibrillazione all'interno dello stesso quartiere storicamente sotto il controllo del clan Strisciuglio.
N.Mic.
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