Bari, costi troppo alti: lo chef chiude il ristorante a Ferragosto

Sulla destra lo chef barese Daniele Caldarulo
Sulla destra lo chef barese Daniele Caldarulo
di Elga MONTANI
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Lunedì 8 Agosto 2022, 07:27 - Ultimo aggiornamento: 20:18

Per alcuni una provocazione, per altri una scelta di buonsenso. La decisione di tenere chiuso il proprio ristorante il giorno di Ferragosto, fatta dallo chef di Bari, Daniele Caldarulo, non è passata inosservata. Anche perché Caldarulo ha voluto affidare ai social il suo sfogo.

Lo sfogo su Facebook, prezzi alle stelle

«A Ferragosto non lavoro – ha scritto su Facebook -. Non perché “ho fatto i soldi” come qualche imbecille può pensare, ma per il semplice motivo che, per assurdo, in questo periodo storico di inflazione, non trovo la giusta marginalità di guadagno. I prezzi della materia prima sono arrivati alle stelle, il pesce non si può “toccare”, i frutti di mare idem, e chi più ne ha più ne metta». Poche parole, ma dritte a centrare il bersaglio. E a far accendere l’attenzione su un problema che sta caratterizzando il settore della ristorazione nel post Covid. I costi di gestione sono arrivati alle stelle, e non è sempre possibile aumentare i prezzi e far “pagare” i maggiori costi ai propri clienti, soprattutto in un periodo in cui l’aumento dei costi è una problematica condivisa da imprenditori ed operai. «Il problema di fondo – sottolinea Caldarulo – è che è diventato difficile fare impresa, siamo in piena inflazione, e tutti i costi sono schizzati alle stelle. Quello che ho voluto fare è dare un segnale forte, chiudendo a Ferragosto». «Nel mio ristorante non faccio menù fisso – aggiunge – per cui sono costretto a comprare la materia prima, con i rischi che questo comporta. Inoltre, essendo festivo devo pagare di più i dipendenti. Tolte le spese fisse, i costi variabili, la luce, il gas, ecc… cosa resta, dopo 18 ore di lavoro?». «È ora che qualcuno ci ascolti, e comprenda quali sono le problematiche che abbiamo – conclude –. Spero che la mia voce venga ascoltata da chi di dovere e si pensi ad un tavolo tecnico dedicato al settore Horeca, per capire cosa poter fare per migliorare la situazione».

L'opinione dei colleghi

La polemica alzata da Caldarulo vede i suoi colleghi concordi, anche se non tutti sono propensi ad arrivare ad una decisione drastica come quella di chiudere il giorno di Ferragosto. «La situazione è tragica – sottolinea Vito Dellino, titolare del ristorante “La Tana dei Lupi” in largo Adua –, alle attuali condizioni è quasi impossibile rientrare nelle spese. Parliamo di aumenti che hanno riguardato tutto, dalle bollette di luce e gas fino alle materie prime. Molti grandi ristoranti non riescono ad andare avanti». E sulla decisione di chiudere a Ferragosto, Dellino spiega: «Personalmente, lavoro molto il mese di agosto, e sarei davvero uno stupido a chiudere. Per non parlare della giornata di Ferragosto, giornata dell’anno in cui lavoriamo di più, considerando che comunque il mio ristorante è sul mare e in pochi aprono quel giorno». Il discorso dell’aumento dei costi ha portato molti ristoranti a dover aumentare i prezzi. «Anche noi abbiamo aumentato i prezzi del menù – conclude Dellino – ma poi ci siamo ricreduti. Il fatto è che non siamo solo noi ad avere problemi, anche gli operai li hanno, e sembra essere diventato un lusso poter andare al ristorante». «La situazione è difficile, noi saremo comunque aperti, anzi ad essere sinceri il mio ristorante è aperto 365 giorni all’anno – aggiunge Diego Biancofiore, titolare del “Ristorante Biancofiore” – noi siamo sempre al servizio del turismo anche se quest’anno vediamo che mancano molte nazioni, e quello che potremmo definire turismo d’eccellenza. Per non parlare del fatto che mancano anche i clienti italiani. I costi sono raddoppiati, sia quelli relativi alla materia prima che quelli relativi al costo del personale, ed è dura. Si riducono di molto i guadagni». «Purtroppo, ci troviamo anche di fronte al fatto che non c’è tantissima richiesta – aggiunge Biancofiore – e posso comprendere che aprire il giorno di Ferragosto per fare l’incasso di una giornata normale diventa complicato». «Noi apriremo a Ferragosto nonostante tutto – conclude Biancofiore – le difficoltà come detto ci sono, ma è giusto anche dare un servizio ai clienti». Una provocazione, quella lanciata da Caldarulo, da cui, quindi, si potrebbe partire per capire come aiutare il settore.

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