«Lascia lo smartphone» e il ragazzo aggredisce l'insegnante. Denunciato

Foto di repertorio
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di Lucia CASAMASSIMA
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Giovedì 23 Maggio 2024, 07:46

Avrebbe colpito l'insegnante dopo che gli aveva chiesto di lasciare il cellulare. È accaduto in una scuola secondaria di primo grado di Bitetto, in provincia di Bari: un ragazzo di 14 anni, affetto da disturbi mentali, avrebbe aggredito la docente di lingue straniere durante la lezione. I fatti sono al vaglio dei carabinieri dopo la denuncia della stessa insegnante. Mentre la docente stava facendo lezione si è accorta che un suo studente era completamente assorbito dal suo smartphone.

E per questa ragione lo ha invitato a smettere di "giocare" con il cellulare. Il ragazzo ha ignorato le parole dell'insegnante e ha continuato. Non è chiaro se, a questo punto, l'insegnante abbia cercato di sfilare dalle mani del ragazzo il cellulare, oppure se lo abbia invitato a rimetterlo nello zaino con parole un po' più energiche, fatto sta che lo studente ha reagito in maniera violenta. Ha spostato bruscamente il banco, è scattato in piedi e ha colpito con un pugno il braccio dell'insegnante, che ha lanciato un urlo per il dolore e si è allontanata per evitare che la situazione degenerasse. In un istante, la classe è piombata nel caos e la lezione è stata sospesa. L'insegnante, poiché il braccio le faceva molto male, ha deciso di ricorrere alle cure del pronto soccorso. Nulla, di particolarmente grave, dice il referto medico, anche se la prognosi è di quindici giorni. La scintilla che ha provocato l'aggressione è stato il cellulare, ma va anche detto che lo studente in questione è un ragazzo che ha bisogno di un docente di sostegno.
Dopo le cure del pronto soccorso, l'insegnante si è posta il problema se denunciare o no l'accaduto, anche perché l'aggressore è un minorenne.

Ma alla fine, per tutelare se stessa ha deciso di andare dai carabinieri.

La protesta dei sindacati

«La scelta dell'insegnante di sporgere denuncia è quanto mai opportuna dice Vito Carlo Castellana, dirigente nazionale del sindacato scuola Gilda e coordinatore provinciale di Bari-, perché questi episodi avvengono quotidianamente e in pochi li denunciano, sia per paura di ritorsioni da parte dei familiari sia perché si tratta di minori. Un episodio simile è accaduto proprio alcuni giorni fa al liceo artistico "De Nittis" di Bari, ma le stesse cose accadono tutti i giorni in tutte le scuole d' Italia». Dice Castellana, che non si contano gli insegnanti che vanno da lui per raccontare delle aggressioni subite, ma che al momento di sporgere denuncia preferiscono non farlo.
«Ma così- continua il sindacalista- va a finire che il sindacato diventa solo uno sfogatoio e che la drammatica situazione nelle scuole non viene rappresentata nelle sue dimensioni reali». Castellana sottolinea come il caso di Bitetto dimostri perfettamente che siamo di fronte a due grandi urgenze: la carenza di personale di sostegno specializzato e la mancanza di norme chiare sull'uso dei cellulari in classe, oggi regolato da una circolare ministeriale che si limita a vietarli senza aggiungere altro, lasciando la patata bollente nelle mani degli insegnanti». «Gli insegnanti- aggiunge Castellana- possono solo dire agli studenti di non usare il cellulare, ma non possono né toglierlo né obbligarli a metterli in un cassetto durante le lezioni. Se facessero questo i primi a ribellarsi sarebbero i genitori».
 

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