Bari, bike sharing “fantasma”: tutto fermo da quattro anni

Immagine di repertorio
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di Elga MONTANI
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Lunedì 4 Aprile 2022, 05:00

Il bike sharing sembra davvero non essere destinato a partire. A distanza di anni dall’aggiudicazione definitiva del bando, che concedeva a Sitael spa la possibilità di sviluppare il servizio sul territorio della città di Bari, nuovi intoppi burocratici stanno bloccando tutto. L’aggiudicazione definitiva è infatti risalente al luglio del 2018, mentre il bando era stato pubblicato nel 2016.

La delibera


A marzo del 2020, una delibera di giunta comunale, sembrava aver rimescolato le carte in tavola, rischiando di far naufragare tutto. Lo scorso novembre, invece, il Comune aveva comunicato che all’inizio del 2022 il servizio sarebbe finalmente partito. Ma siamo arrivati ad aprile ed è ancora tutto in stand by. L’assessore ai Lavori pubblici, Giuseppe Galasso, spiega: «Al momento si è ancora in attesa del parere della soprintendenza in merito alle installazioni pubblicitarie previste». Non si hanno comunque tempi certi entro i quali tale parere possa arrivare: «Prevediamo non molto, ma attendiamo pazienti», aggiunge. Si tratta comunque dell’ennesimo intoppo burocratico che non permette al servizio di bike sharing di partire. Il bando risale ormai a quasi sei anni fa, e a lungo tempo era rimasto bloccato perché il progetto presentato dall’azienda aggiudicataria, pur essendo finalizzato alla realizzazione del progetto di bike sharing, prevedeva anche la concessione all’azienda stessa di realizzare pubblicità non solo sulle bici e sulle postazioni, ma anche in determinate zone della città. Successivamente, però, la riorganizzazione della pubblicità sul suolo cittadino si era scontrata con questo progetto. Si erano, quindi, dovuti mettere in moto gli uffici comunali e la stessa azienda, per ragionare insieme per far sì che il progetto non naufragasse. Dalle interlocuzioni tra le parti si era arrivati alla firma del verbale con il quale si sanciva l’avvio delle attività di progettazione esecutiva che avrebbe dovuto vedere Sitael spa impegnata nella realizzazione e nell’implementazione del servizio di bike sharing, operato a marchio Vaimoo sul territorio cittadino. Ricordiamo che Vaimoo, come sottolineava anche il Comune nella nota con cui annunciava la firma, è «la soluzione completa di e-bike sharing connessa, che consente ai player del settore dei trasporti di raggiungere un’esperienza di mobilità sostenibile, efficiente, sicura e piacevole». Vaimoo è già stato adottato a Copenaghen, Rotterdam, Stoccolma e nel Regno Unito. 
Ma nonostante questo progetto innovativo sia attivo da anni all’estero, sembra non riuscire a trovare pace nel proprio paese, e a due passi da casa non si riesce ancora a metterlo in atto. 

Cosa prevede il progetto

Nello specifico, a Bari, il progetto prevede la realizzazione di 42 postazioni diffuse sul territorio comunale, con la disponibilità di 230 biciclette classiche e 80 elettriche. Saranno coinvolti 35 impianti pubblicitari cittadini che l’azienda gestirà a valere sul servizio. Per quanto riguarda le tariffe applicate, si sta ragionando sull’adeguarle a quelle dei monopattini. Il noleggio dei mezzi dovrebbe costare un euro per lo sblocco e 15 centesimi al minuto, con la previsione di avviare campagne di abbonamenti per determinate categorie di utenti. Nonostante la città di Bari si stia dotando sempre più di itinerari e percorsi ciclabili, la mancanza di un servizio come quello del bike sharing rischia di rendere il passaggio alla mobilità sostenibile ancora lontano. In quanto, per convincere i cittadini ad abbandonare l’auto è necessario che ci siano servizi ed infrastrutture integrate, che permettano al cittadino di trovare un vantaggio nell’utilizzo di un mezzo piuttosto che un altro.

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