Bari, bambino di sei anni preso a pugni e calci alla moglie incinta del pusher “disobbediente”: otto arresti. Un ricercato

Sabato 18 Settembre 2021

Operazione congiunta dei poliziotti della Squadra Mobile di Bari e dei carabinieri del Reparto Operativo, questa mattina, all'alba, per l'esecuzione di otto provvedimenti di custodia cautelare in carcere emessi dal gip del tribunale barese Rosa Caramia su richiesta della Procura distrettuale antimafia e, precisamente, dei pm Lidia Giorgio, Daniela Chimienti e Savina Toscani. 

Gli arrestati sono ritenuti responsabili dei reati di tentato sequestro di persona, lesioni personali aggravate, tentato omicidio aggravato, detenzione e porto illegali di armi da fuoco, ricettazione e induzione a non rendere dichiarazioni o a rendere dichiarazioni mendaci all’Autorità Giudiziaria. Per tutti i reati è stata contestata anche l’aggravante mafiosa.

 

L'inchiesta

 

Le indagini, coordinate da questa Direzione Distrettuale Antimafia, hanno avuto inizio dopo due episodi di cronaca successivi avvenuti il 26 giugno del 2019. Il primo: avrebbero cercato di sequestrare e malmenare Giuseppe Piscopo, prendendo a calci la moglie incinta di otto mesi e a pugni in faccia il figlio di sei anni, e sparando poi 23 colpi d'arma da fuoco contro l'abitazione dei familiari presso i quali Piscopo - divenuto poi collaboratore di giustizia - si sarebbe rifugiato. L'uomo era ritenuto “colpevole” di aver spacciato droga al quartiere Palese senza l'accordo “degli amici di Enziteto”, ovvero i referenti locali del clan Strisciuglio. 

Gli inquirenti hanno trovato molteplici riscontri a quanto accaduto quel giorno di giugno e i carabinieri, peraltro, hanno anche rinvenuto le armi utilizzate per l’agguato, sequestrando il 30 settembre del 2019 un fucile d’assalto tipo “Kalashnikov” e una pistola, sottoposti ad accertamento balistico da parte del Gabinetto Interregionale della Polizia Scientifica di Bari.

Non solo. Quando Piscopo ha scelto la strada della collaborazione con la magistratura, l’attività investigativa ha consentito di far emergere le pesanti pressioni e le minacce di morte esercitate dal gruppo malavitoso nei confronti dei suoi familiari, per impedirgli di rendere dichiarazioni all’Autorità Giudiziaria.

I gravi indizi di colpevolezza a carico degli indagati hanno determinato l’emissione dell’ordinanza di custodia cautelare in carcere, eseguita oggi, dopo la quale sono stati tratti in arresto 8 uomini di età compresa tra i 23 e 53 anni. Un nono soggetto, sfuggito alla cattura, è attivamente ricercato.

Ultimo aggiornamento: 19 Settembre, 08:23 © RIPRODUZIONE RISERVATA