Bari, arrestato il ginecologo che prometteva di curare le pazienti con un rapporto sessuale. È accusato di violenza sessuale

Giovanni Miniello
Giovanni Miniello
3 Minuti di Lettura
Martedì 30 Novembre 2021, 15:29 - Ultimo aggiornamento: 1 Dicembre, 14:11

Il ginecologo di Bari Giovanni Miniello è stato arrestato per violenza sessuale. L'ordinanza di custodia cautelare agli arresti domiciliari è stata firmata dal gip Angelo Salerno. La Procura (le pm Grazia Errede e Larissa Carella, il procuratore aggiunto  Giuseppe Maralfa e il procuratore Roberto Rossi) avevano chiesto la custodia cautelare in carcere. 

l professionista era finito nella bufera a seguito adella denuncia della trasmissione televisiva Le Iene, che raccolto la segnalazione di una donna barese incastrando l'uomo con una registrazione video durante un tentato approccio in albergo con una collaboratrice della trasmissione.

L’uomo prometteva alle sue pazienti di curare il papilloma virus, causa del tumore all collo dell'utero attraverso rapporti sessuali non protetti con lui, che avrebbero "trasmesso" alle vittima il vaccino. Dopo la denuncia sono state tante le presunte vittime che si sono rivolte ai centri antiviolenza e hanno riferito la loro esperienza. Nei giorni scorsi aveva chiesto la cancellazione dall'albo dei medici.

Due denunce considerate depositate oltre i termini di legge

Sono quattro le pazienti presunte vittime del ginecologo barese Giovanni Miniello, arrestato oggi per violenza sessuale aggravata. Alle quattro donne il medico avrebbe proposto di «sottoporsi alla terapia diretta degli anticorpi» o alla «procedura di bonifica» per curare il papilloma virus, cioè di avere rapporti sessuali con lui in quanto vaccinato. Al rifiuto delle donne, Miniello le avrebbe sottoposte a visite senologiche che nulla avevano a che fare con quelle ginecologiche, baciandole su collo e labbra. Solo per gli episodi denunciati da due delle donne è stata disposta la misura cautelare, mentre per gli altri due le querele sono state depositate oltre i termini di legge e per questo ritenute improcedibili.

Non tutte, infatti, hanno denunciato subito. Una delle quattro donne ha denunciato a novembre 2019 episodi di 9 mesi prima e un'altra, una ex studentessa di Medicina, ha trovato il coraggio di raccontare la sua storia, risalente all'agosto 2019, solo dopo il clamore mediatico per il servizio de «Le Iene», alcuni giorni fa. Inoltre, secondo il giudice, la proposta di un rapporto sessuale (rifiutata da tutte le donne) non è contestabile come reato perché «il livello culturale e sociale delle persone offese ha consentito loro di sottrarsi agevolmente alla perversa strategia dell'indagato».

© RIPRODUZIONE RISERVATA