Al Karol Wojtyla di Bari il doppio delle rotte di Brindisi: vince il derby dei collegamenti. Ancora una volta isolato il Sud della Puglia

Venerdì 16 Ottobre 2020 di Paola COLACI

Un conto complessivo di 109 operativi a settimana - tra voli Alitalia e collegamenti andata e ritorno programmati dalle low cost Ryanair e EasyJet - in partenza e in arrivo da Roma e Milano per un capoluogo di regione che conta circa 1,2 milioni di abitanti. E arriva a toccare quota 2,2 milioni di abitanti se alla popolazione residente in provincia di Bari si sommano i cittadini che vivono in provincia di Foggia e nella Bat. A spanne, dunque, circa 500mila pugliesi in più rispetto al milione e 800mila residenti nelle tre province di Lecce, Brindisi e Taranto. Quel Grande Salento che dovrebbe fare riferimento all'aeroporto di Brindisi quale hub privilegiato per i collegamenti aerei con il resto del Paese e con gran parte d'Europa. Se non fosse che già a fine settembre Alitalia ha deciso di tagliare di netto i collegamenti previsti con Roma Fiumicino e Milano Linate. E nella stessa direzione della riduzione graduale degli operativi, seppure in scala molto più ridotta rispetto al vettore tricolore, stanno viaggiando anche le low cost.

Ed ecco allora che un territorio da 1,8 milioni di abitanti da qualche settimana deve accontentarsi di appena 62 voli a settimana da e per Roma e Milano. Quasi la metà degli operativi garantiti da e per lo scalo barese, nei fatti.
E in questo contesto a prevedere il taglio più drastico delle rotte è ancora una volta Alitalia. A fronte dei 56 voli settimanali che collegano l'aeroporto di Bari allo scalo romano di Fiumicino e al city airport milanese di Linate, l'aeroporto brindisino deve farsi bastare 28 operativi a settimana. Esattamente la metà dei collegamenti previsti da e per lo scalo barese, dunque. E con l'aggravante di orari di decollo e atterraggio che non consentono gli spostamenti nell'arco della stessa giornata. Nel dettaglio, l'unico aereo disponibile per Fiumicino parte infatti da Brindisi alle 19.15 per atterrare a Roma alle 20.30. E sulla tratta opposta il decollo da Fiumicino è previsto per 17.20 e l'arrivo al Papola Casale alle 18.30. Stessi orari sfalsati anche sulla rotta Brindisi-Milano, con l'unico operativo che decolla dal Salento alle 11.45 del mattino e raggiunge il capoluogo lombardo alle 13.20. E sulla tratta opposta, c'è il volo diretto delle 9.20 da Linate con atterraggio previsto a Brindisi alle 10.55. Ma tant'è.


A prevedere i primi tagli ai collegamenti da e per il Papola Casale nelle scorse settimane sono stati anche i vettori low cost. E anche in questo caso ad aggiudicarsi di misura la partita che si gioca sul fronte delle rotte che collegano la Puglia al centro e al nord Italia è ancora una volta lo scalo barese. A oggi sono infatti, 28 i voli settimanali complessivi garantiti da Ryanair sulla rotte da Bari per Milano Malpensa e Roma Fiumicino. Stesse tratte che da e per Brindisi sono coperte attraverso 20 voli settimanali. Un taglio ai collegamenti di circa un terzo, dunque, quello che la compagnia irlandese leader tra le low cost ha scelto di destinare al Grande Salento. Stesso taglio lineare che già previsto anche la britannica EasyJet che dalla ripresa del suo traffico aereo da e per la Puglia a metà giugno ha scelto far volare gli aerei arancioni solo dalla Puglia a Milano Malpensa. Niente rotte programmate da Bari e Brindisi per Roma Fiumicino, dunque. Piuttosto, la garanzia di 24 voli settimanali fra andata e ritorno tra il Karol Wojtyla e l'aeroporto di Malpensa. Operativi che, come da copione, sono ridotti a 14 voli settimanali se i passeggeri decidono di partire o atterrare a Brindisi. Nulla di nuovo sotto il sole, dunque: a conti fatti nel derby dei collegamenti aeroportuali Bari batte Brindisi. Con buona pace del Grande Salento che ancora una volta resta a guardare.

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