Collezione archeologica nella sala riunioni della Banca: scatta il sequestro

Collezione archeologica nella sala riunioni della Banca: scatta il sequestro
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Venerdì 25 Novembre 2022, 13:05 - Ultimo aggiornamento: 17:44

Una preziosa collezione archeologica, con 103 reperti di ceramica risalenti al periodo compreso tra il V sec. a.c. e il I sec. d.c., di inestimabile valore storico-culturale e importantissimo valore economico, era custodita all'interno della sala riunioni della sede della Banca Popolare di Bari. Ed è stata sequestrata dai carabinieri del nucleo tutela patrimonio culturale.

Le indagini

Le investigazioni, che hanno accertato l’assoluta estraneità della nuova dirigenza, secondo l’impostazione accusatoria, afferiscono ad un’operazione di compravendita di reperti archeologici perfezionata nell’anno 2009 dall’allora Amministratore Delegato dell’istituto bancario, che aveva fatto approvare al consiglio di amministrazione dell’istituto la proposta di acquisto per un controvalore di centomila euro a favore di collezionista privato. Tuttavia la raccolta archeologica, pur essendo stata denunciata alla competente Soprintendenza dagli originari proprietari, non aveva mai ottenuto la dichiarazione di legittimità di possesso. Le indagini hanno infatti acclarato l’illecita provenienza della stessa che, a fronte di una prima denuncia di possesso presentata nel 1993 nel numero di 41 reperti in piatti e vasellame, di fatto veniva incrementata fino a 103 pezzi  formalmente e fisicamente ceduti alla Banca Popolare di Bari.

 

Il sequestro

L’intera collezione, quindi, essendo interamente appartenente al patrimonio dello Stato Italiano, non essendo mai stata dimostrata la legittima detenzione in data antecedente al 1909 (Legge 364/1909), è stata sequestrata preventivamente su decreto del Gip di Bari.
 

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