Bari, nel digitale 300 posti di lavoro: Atos scommette sulla zona Asi

Sabato 4 Dicembre 2021 di Beppe STALLONE

Si chiama Atos ed è un’azienda globale nella trasformazione digitale. Ha sede legale in Francia, fatturato annuo di 12 miliardi di euro, 110mila dipendenti sparsi in tutto il mondo. Ebbene Atos, società europea che fornisce servizi IT, presto si insedierà a Bari con un’iniziale fabbisogno di personale specializzato di circa 50 unità, cifra destinata a crescere forse fino a 300.

E’ solo l’ultima notizia in ordine di tempo che testimonia l’attrattività di Bari e provincia, scelta sempre più da gruppi industriali nazionali e internazionali, Midsummer, Gruppo Bruno, Selectika solo per citarne alcuni. E’ di un paio di giorni fa la notizia dell’arrivo del colosso Oviesse.

LA TASK FORCE

Segnali di grande vivacità e ripresa quindi per la zona industriale di Bari e più in generale per la Puglia che fanno sperare anche in una ripresa occupazionale, anche se, come dichiarato dal responsabile regionale della Task force sull’occupazione, Leo Caroli «il Pil cresce in maniera significativa, siamo vicini al 6%, ma l’occupazione non ha lo stesso trend di crescita, non è pari a quello del Pil. Come già evidenziato a giugno il dato è confermato. L’occupazione nuova, poca, è precaria siamo al 30% del totale, un dato ormai consolidato». Quindi quando c’è l’occupazione è precaria, per lo più a tempo determinato. Eppure la domanda è alta. Perché non si trasforma in lavoro, possibilmente stabile? Perché le aziende richiedono profili professionali specialistici che non corrispondono alle competenze o qualifiche dei lavoratori. E quindi la disoccupazione resta alta. 
Eppure si può superare questo mismatch o mancata corrispondenza fra domanda e offerta. E’ quello che sta facendo da tempo il Comune di Bari con Porta Futuro il job center creato proprio per favorire il matching fra domanda e offerta. Mina Bonante, coordinatrice area imprese di Porta Futuro, ci conferma che la richiesta di particolari figure professionali è molto alta soprattutto nel settore dell’IT. Sono richiesti ingegneri di processo, industrial designers, ingegneri meccanici e ingegneri dei materiali, ma la richiesta è anche per laureati in matematica e in fisica. Trovano lavoro anche quelli che hanno conseguito il diploma di Tecnico Superiore (istruzione terziaria ITS), in particolare nel settore della meccatronica. Non è un caso che nella sua visita di ottobre a Bari, il presidente del Consiglio Draghi si sia recato prima in zona industriale e poi nell’ITS Cuccovillo. Ma c’è richiesta anche nel settore delle biotecnologie e in quello floro-vivaistico. 

LE PROSPETTIVE
Un esempio di incontro fra domanda e offerta è dato poi dalle aziende che organizzano delle “academy”. 
Come nel caso di MerMec e Baker-Hughes che, dopo le selezioni effettuate da Porta Futuro, offrono un apprendistato di primo livello a 40 ingegneri, che verranno contrattualizzati a gennaio per un anno. Sempre nel 2021 c’è stata un’altra academy offerta da Gioiella per 17 casari. Poi c’è Midsummer, azienda svedese leader nella costruzione di pannelli solari innovativi, che deve assumere 80 persone in due anni. Dovranno fare prima tre mesi di formazione in Svezia quindi i selezionati cominceranno a lavorare verso aprile del prossimo anno a Bari. Profili richiesti, anche qui, nel settore meccanico, tecnologico, informatico, ma servono anche manutentori. Un’altra azienda che ha deciso di utilizzare Porta Futuro è Technogym, azienda italiana leader mondiale nella produzione di attrezzi per lo sport e il tempo libero, avrebbero un fabbisogno di 150 persone con profili professionali legati a IT e al commerciale. Piuttosto alta è la richiesta di profili specializzati nel settore delle costruzioni, come per esempio gruisti o specialisti nell’edilizia acrobatica. Infine molte le richieste nel settore del food (pasticceri, panificatori, cuochi) e dei call center.

Ultimo aggiornamento: 11:28 © RIPRODUZIONE RISERVATA