Pagato per non controllare i camion nel porto di Bari: arrestato finanziere

Giovedì 13 Gennaio 2022

Lo avrebbero pagato con somme dai 10mila ai 20mila euro per saltare alcuni controlli sui camion che trasportavano sigarette di contrabbando in transito nel porto di Bari.

In sei arrestati per corruzione e associazione a delinquere

Con l'accusa di associazione a delinquere, associazione finalizzata al contrabbando, corruzione, violazione delle leggi sull'importazione di tabacchi lavorati esteri sono state arrestate sei persone tra cui l'appuntato della guardia di finanza Vincenzo Azzarello, 41 anni.  Sarebbe stato lui l'uomo chiave nel porto del capoluogo pugliese a cui il sodalizio faceva riferimento.

A capo del gruppo ci sarebbe stato Antonio Attolico (considerato vicino al clan Capriati) e del quale facevano parte i campani Antonio Rago, Antonio Corcione e Felice Rocco insieme al greco Georgios Diamantis. Le altre persone finite nell'indagine, coordinata dal pm Michele Ruggiero, sono Ilaria Bruno e Maurizio Caricola di Bari; Fabio Domenico Corcione e Salvatore Carella, entrambi  napoletani, il marocchino Ouardi El Hassane e l'albanese Ilir Hoxa.

Il tentativo di corrompere un collega

Azzarello avrebbe anche cercato di corrompere un collega finanziere, promettendogli tra i 5 e i 10mila euro per non far passare un camion sotto lo scanner. E al gruppo avrebbe chiesto di trovare lavoro alla moglie.

 

L’inchiesta

Altre sei persone sono indagate in stato di libertà per aver gestito il contrabbando di sigarette tra i Paesi dell’est Europa, la Grecia e l’Italia, ma anche per indebita percezione di erogazioni a danno dello Stato, detenzione e porto illegale di armi, corruzione e istigazione alla corruzione di pubblici ufficiali, militari della guardia di finanza in servizio nel porto di Bari e, in particolare, addetti ai varchi doganali. Diamatis è ritenuto il responsabile estero delle fasi di acquisto, trasporto e spedizione dalla Grecia del carico. Corcione rivendeva le sigarette in territorio napoletano, mentre Rago e Rocco erano i finanziatori dell’organizzazione, fornendo il denaro per corrompere i pubblici ufficiali e mettendo a disposizione falsa documentazione di viaggio che serviva come copertura, per esempio relativa al trasporto di prodotti dolciari destinati a Marbella, in Spagna, e locali dove stoccare le sigarette, a Casoria, in Campania. I fatti contestati vanno da agosto 2020, quando un finanziere barese che il collega Azzarello avrebbe tentato di corrompere lo ha denunciato, a gennaio 2021.

 

 

Frodò lo Stato anche sui bonus Covid

 

L'appuntato della Guardia di Finanza in servizio nel porto di Bari, Vincenzo Azzarello, avrebbe anche frodato lo Stato, ottenendo indebitamente bonus stanziati nell'ambito dell'emergenza Covid. In particolare, lui e altri due indagati avrebbero ottenuto indebitamente il bonus per l'acquisto di servizi di baby-sitting previsto dal decreto Cura Italia del 2020, simulando un rapporto di lavoro commissionato dal finanziere ad una donna, moglie di un amico, assunta dal 1 giugno al 12 luglio 2020. Per l'incarico fittizio la falsa baby sitter ha percepito dall'Inps 768 euro, poi divisi con il finanziere. Da Ilir Hoxha, proprietario di una flotta di autobus, il finanziere avrebbe avuto - per agevolarlo nel transito dei bagagli e bus da e verso l'Albania - forniture di sigarette e una richiesta per ottenere una falsa fattura per conseguire il «bonus bici» previsto dal decreto legge per il sostegno al lavoro, all'economia e alle politiche sociali nell'ambito dell'emergenza Covid.

 

 

Ultimo aggiornamento: 14 Gennaio, 07:32 © RIPRODUZIONE RISERVATA