Otto arresti per due agguati a colpi di pistola: la verità dopo 5 anni

Otto arresti per due agguati a colpi di pistola: la verità dopo 5 anni
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Sabato 3 Dicembre 2022, 10:22 - Ultimo aggiornamento: 10:34

I carabinieri di Gioia del Colle, in provincia di Bari, ritengono di aver fatto luce su due agguati e altrettanti ferimenti avvenuti a colpi d'arma da fuoco, a distanza di un giorno l'uno dall'altro e nello stesso quartiere a giugno del 2017 a Putignano. Gli episodi sarebbero collegati.

Otto arresti

Stamane i militari della Compagnia, con il supporto dell'Arma di Brindisi e di Avellino e dei carabinieri del 6° Nucleo Elicotteri e del Nucleo Cinofili di Modugno, hanno eseguito un'ordinanza cautelare, emessa dal gip del Tribunale del capoluogo pugliese, su richiesta della Procura della Repubblica-Direzione Distrettuale Antimafia, nei confronti di otto persone, delle quali quattro portate in carcere ed altrettante agli arresti domiciliari. Sono ritenute responsabili, a vario titolo, di tentato omicidio e lesioni personali gravi, aggravate dal metodo mafioso, tentata estorsione, detenzione e spaccio di sostanze stupefacenti, detenzione abusiva di armi da sparo di illecita provenienza e ricettazione.

La guerra per il monopolio dello spaccio

Secondo l'impostazione accusatoria della Dda e del Gip, il 24 giugno 2017, in zona San Pietro Piturno nel comune di Putignano, tre uomini avrebbero compiuto un agguato ai danni di un 44enne, proprio davanti alla sua abitazione, ferendolo con colpi di arma da fuoco alle gambe. Il giorno successivo, sempre nello stesso quartiere, altri tre uomini di età compresa tra i 23 ed i 60 anni, avrebbero sparato e ferito un 48enne, utilizzando due pistole di provenienza illecita, una delle quali già utilizzata nel precedente agguato. Le indagini, condotte dal Nucleo Operativo e Radiomobile della Compagnia di Gioia del Colle e, coordinate dalla Procura, sono state sviluppate mediante servizi di osservazione e pedinamento e attraverso attività tecniche. Sono stati raccolti gravi indizi a carico di quattro indagati quali autori dei fatti di sangue, con l'aggravante del metodo mafioso. Nell'ambito dell'attività investigativa sono emersi un tentativo di estorsione da parte di un indagato nei confronti di un suo sottoposto e l'esistenza di due fazioni contrapposte che si contendevano la supremazia della piazza di spaccio di droga.

Tra i destinatari del provvedimento cautelare spicca un 23enne che, nonostante la sua giovane età, avrebbe manifestato una spregiudicata attitudine a delinquere, evidenziata nelle imputazioni formulate a suo carico.Il quadro indiziario raccolto dai carabinieri a carico degli indagati è stato condiviso dalla citata Procura della Repubblica - Direzione Distrettuale Antimafia, che ha avanzato richiesta di misura cautelare al Gip, il quale ha disposto il collocamento in carcere per i quattro presunti autori degli episodi di fuoco e la sottoposizione al regime degli arresti domiciliari per coloro che si sarebbero occupati dell'attività di spaccio.

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